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Wings for Life: il racconto di Sara e Beppe!

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Wings for Life: il racconto di Sara e Beppe!

8 maggio 2016.. Ore 11.00. Partenza da casa con il marito. Le bambine con i nonni e io e Vincenzo in tenuta da corsa andiamo a piedi fino alla linea della verde dove ci aspettano 2 amiche che arrivano da Torino per partecipare alla Wings for Life. Sembra una giornata di una domenica qualsiasi. Tranquilla, con il sole ma non troppo calda. Mentre camminiamo decidiamo persino di fermarci all’Esselunga per prenderci della focaccia (sia mai che ci venga fame prima della partenza…). Arrivati alla fermata della metropolitana, salutiamo le amiche: ci manca uno spritz e l’atmosfera sarebbe davvero quella da aperitivo della domenica con amici…

Si arriva in piazza Castello: l’appuntamento con tutti gli altri è dalla parte opposta di Decathlon.. Ecco che arrivano Amedeo, Pippo con Giuseppe, Luca, Lidia, un altro Giuseppe, Antonella, Giuseppe (ancora???? Ma che è??!!) e altri amici… Ci si mette il pettorale… due-tre selfie, una foto rubata al mitico AndóCorri… felici, siamo pronti e insieme ci avviciniamo alla fontana… E li cambia tutto! Un fiume giallo di persone si muove per fare foto, per abbracciarsi, per urlare cori… Si vede la partenza, si sente la musica a palla e c’è emozione nell’aria.. Ma non quella classica del pre-gara… Si avverte allegria, amicizia, voglia di divertirsi, di stare insieme, di correre insieme! Il sole ora è caldo… caldissimo. Si sta tutti dietro la linea di partenza… Senza spingere, facendo l’hola… la stessa attesa che oggi, solo oggi, stanno facendo altre migliaia di persone in tutte le altre città del MONDO… Perché oggi la gara si fa in contemporanea con gli altri paesi! Il via sarà dato per tutti i paesi nello stesso momento… Che sia giorno o che sia sera… Con il sole o con la pioggia oggi insieme si correrà per non essere presi! Che figata!

Un arcobaleno di coriandoli blu riempie la nostra partenza di entusiasmo: via! Inizio a correre insieme ad i miei amici: chi tra pochi secondi andrà avanti, chi rimarrà indietro… Oggi sono con Lidia, oggi sono con Giuseppe.. Oggi sono con il resto del mondo. Come sempre quando corro inizio a parlare (lo so…): Lidia non la vedo da un po’, lei gioca a beach ma da grande sportiva com’è si cimenta in qualsiasi cosa (soprattutto se il fine è raccogliere fondi: in questo caso la ricerca per le lesioni al midollo spinale) e tra una chiacchiera (sua) e una minkiata (mia) ci accorgiamo che poco avanti c’è Giuseppe con la sua carrozzina: ” Beppe vai piano che non ti sto dietro!”. Così acceleriamo. Si corre tutti e tre insieme e mi guardo attorno: sorrisi, frasi scherzose, bambini, carrozzine, anziani, italiani e non, chi si è messo addosso qualcosa di divertente, chi corre parlando di corsa controllando il garmin…. Che bella Milano quando è così!

A 5 km c’è il primo ristoro: felice di poter essere d’aiuto prendo l’acqua per me e Lidia, ma anche per Beppe: “Beppe mi farai mica fermare per bere??!” Ovviamente non si ferma: spinge la carrozzina, sorride, beve, mi fa la linguaccia e continua a spingere (frantumando così la mia teoria che gli uomini non riescono a fare più di una cosa per volta…). Corso Sempione scivola via e, una volta dentro il parco, sarà il tipo di strada sarà il caldo, ma Beppe inizia ad essere stanco (così come tutte le persone che fino all’ottavo km mi hanno sopportato mentre urlavo, incitavo o correvo nel senso opposto della gara per fare delle foto)… “Beppe,  e no.. Ora mica rallenti: devi superare il tuo PB di Verona!!! Dai!!!”. E così sempre con il sorriso non molla ed arriva fino al nono km! “Grande!!! Dai!!”

All’undicesimo Beppe ci stacca, inizia ad essere davvero stanco (e ‘sti cavoli.. Penso io..) così Lidia (quella che gioca a beach!!!) ed io rimaniamo sole.. Inizio a vedere persone stanche attorno a me: ” dai.. Su le mani Milanooooooo”, urlo. Propongo persino di fare un muro di persone così la macchina non potrà superarci… Ma tempo di dirlo che ecco che i volontari, arrivando da dietro con le biciclette, ci avvertono che la macchina è vicina: il nostro traguardo è alle spalle… dobbiamo correre per non essere presi! L’adrenalina sale: chi era stanco ora sembra aver trovato l’energia per correre più forte di prima… Si inizia a ridere e passare parola: “Sta arrivando la macchina!!” Aumento la velocità: oggi le mie gambe stanno benissimo e riesco ancora a guadagnare 1 km prima di essere presa… Mi passa la macchina accanto: la catcher car mi ha presa. Applausi, sorrisi… Solo sorrisi. Ci si ritrova con gli altri per prendere la sacca con l’acqua. Per tornare a casa. Tutti, tutti insieme. Oggi è stato così: tutti insieme. È stato davvero bellissimo…

Fermi tutti! Sono il Beppe del racconto. Manca una cosa. No, non il classico “e vissero felici e contenti” e neanche le lamentele per i dolori alle mani o alla schiena. Manca una raccomandazione importante. Che siate in carrozzina o in piedi, se volete correre, state lontani da Sara!! Chiacchera, chiacchera, chiacchera in continuazione. Non vi dà tregua!!!

Fantastica esperienza e da runner “seduto” vorrei ringraziare tutti i partecipanti. Un altro passo verso la cura è stato fatto e adesso è più vicina che mai. Perché, come ricorda la Wings for Life Foundation, “The question is not whether effective treatments and cures will be found, but when they will be found.”

Ci vediamo a Milano il 7 Maggio 2017, non vedo l’ora!

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