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VENICE MARATHON: la prima di Max!

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VENICE MARATHON: la prima di Max!

Quando da ragazzi si giocava in cortile ed era il momento di fare le squadre, ero sempre quello scelto per ultimo, e nel migliore dei casi giocavo in porta. Poi col tempo fortunatamente le cose sono cambiate! Ho smesso di giocare a calcio…
Non sono mai stato uno sportivo, nel senso puro del termine.
Un po’ di sci, un po’ di nuoto, un po’ di divano e un pò di playstation da piccolino e poi tantissime camminate in montagna, quello sì. Ma comunque nessuno sport praticato con regolarità.
Quindi mai e poi mai avrei pensato, alla vigilia dei 40 anni, di cominciare a correre e dopo un anno e mezzo, preparare la mia prima maratona. E dietro a questo inizio non c’è la famosa crisi dei quarantenni, ma c’è tutta la storia di Women In Run. Un progetto nato per caso che mi ha cambiato parecchio, e che ha in sè tutti i valori e i benefici della corsa. Amicizia, solidarietà, amore, sofferenza, perseveranza e benessere. Ma questa è un’altra storia!
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 Maturare la voglia di correre una maratona viene tutta insieme e non si spiega bene, non credo ci siano tempi particolarmente maturi o meno. Anche perché, come ho visto a Venezia, ci sono runner che la chiudono in 3h e altri in 6h e mezza, quindi non è solo la preparazione atletica a stabilirne i tempi.
E questo dà un po’ la misura dell’esperienza che si porta dietro desiderare correre una maratona.
Ma non basta certo solo la voglia. 42km sono lunghi e quando si dice che “10km li corri col cuore e 10km con la testa”… non fidatevi! Se non li avete anche nelle gambe, la testa la picchiate per terra!! 😉
Insomma, una volta deciso di correrne una, come tutte le “prime volte”, hai voglia che lo scenario sia speciale e da ricordare. Avevo inizialmente pensato a Firenze, poi la tabella (tabella??) finiva molto prima e quindi 23 ottobre, Venezia! 42km… i giorni e le settimane dopo, se ripensi a quello che hai fatto, soprattutto quando stai perdendo un tram e fai un allungo di 20 metri e sei già morto, ti dici…ma come cavolo ho fatto? Lo stato di grazia mentale che precede e ti porta a correre una maratona è tutto.
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 Sì… ho detto che durante la corsa conta poco la testa, ma prima invece è fondamentale. Nei mesi prima entri in una sorta di binario dove pensi costantemente a quel momento, al giorno in cui pinzerai il pettorale alla maglietta e alla liturgia della sera pregara… Nei mesi prima la testa è tutto, e o ci sei nel mood maratona, o non ci sei. In questo momento anche se sto bene, non credo riuscirei neppure a correre una mezza. Ma i mesi prima hai un’energia pazzesca. Per questo dico, anche quando non sarete pronti ma la testa vi darà segnali in tal senso, seguiteli e cominciate una preparazione (fatta con tutti i crismi). Non aspettate di essere pronti per correrla, pianificatela il giorno stesso in cui vi si paleserà come pensiero fugace. Cavalcatelo, siete pronti.
E poi…e poi arriva quel giorno! E quando varchi il gonfiabile della partenza è tutto e subito un conto alla rovescia per capire quando finirai, e quando arriverai. E questa è una delle cose su cui più ho riflettuto…ma quando diamine te li godi questi 42km?? Prima hai solo voglia di partire…poi, hai solo voglia di arrivare.
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Il primo step mentale lo fai dopo 3km… pensi, okey! Abbiamo levato il 4.
Ne mancano solo 39… è così, ragioni a step. Ognuno i suoi, ma certamente nessuno fa un conto esatto.
Non è sempre così, ci sono momenti assolutamente esaltanti nel tracciato di Venezia dove ti scordi completamente del kilometraggio. La partenza è suggestiva, immersi nella Riviera del Brenta al cospetto di Villa Pisani. Una delle tantissime e spettacolari ville settecentesche che costeggiano il tracciato per lunghi kilometri. Così come il tifo nelle piazze in molti paesi che costeggiano i 38km prima di entrare effettivamente a Venezia. Caloroso come mai avevo visto! Gruppi musicali (più di 30 lungo tutto il tracciato), moltissima gente ad applaudire e tante manine che aspettano il 5… Ma altrettanti kilometri si corrono nel più assoluto silenzio e in panorami non sempre stimolanti. Inutile negarlo. Così come avrete capito che a Venezia entri effettivamente molto molto moooooolto avanti. E dopo il famoso Ponte delle Libertà: 4km tutti dritti (dal 33′ al 37′) che non passano mai. Come un miraggio la sagoma inconfondibile di Venezia all’orizzonte, che non arriva mai.
Poi però…boom! Venezia è unica, anche se pochi kilometri, ti ripagano di tutto. I suoi 14 ponti (coperti da passarelle per facilitare la corsa) e il passaggio in piazza San Marco con un tifo indescrivibile ti dà una carica di energia ed emozioni da confondere i pensieri.
Tagli il traguardo, la medaglia, le foto. Tanti piangono, si dice che si piange all’arrivo di una maratona ma io sto bene, sono solo felice e un po’ spaesato. Ma non piango. O meglio. Prendo le mie cose, le gambe ci sono ma poco, mi siedo su un ponte a guardare gli arrivi e arriva Lei, inaspettatamente. E lì…
Era impossibile sintetizzare le emozioni e tutto quello che gira intorno alla preparazione, fisica ed emotiva, di una maratona. Ho tagliato tante cose e mi fermo qui, ma non prima dei ringraziamenti. Ringrazio ASICS Italia che mi ha permesso di correre un sogno e fornito tutta l’attrezzatura necessaria (comprese le ASICS GT 1000 – 5), e poi Rosa, Manuela e Jennifer, e la mia famiglia e le WIR, un sostegno incredibile!
Max
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