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Un occhio alle prestazioni e uno al nostro fisico

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Un occhio alle prestazioni e uno al nostro fisico

Uno dei vantaggi della corsa è che si tratta di uno sport “pronto uso”: chiunque può uscire di casa e cominciare a correre, anche senza avere a disposizione un’attrezzatura sofisticata o una preparazione particolare. Non bisogna iscriversi a nessuna palestra o sottoscrivere alcun abbonamento, non bisogna frequentare corsi che insegnino lo sport, ma se ce ne fosse bisogno un’occhiata al web risolve qualunque dubbio e risponde a tutte le domande, anche quelle più tecniche.

Tutto vero, tutto valido, ma con qualche precauzione.

Se correre è uno sport per tutti, non tutti sono abituati alla corsa e ci sono alcuni dettagli molto importanti da non sottovalutare.

Quando mi sono rotta il menisco mediale ho imparato a mie spese che ci sono aspetti del running che io non avevo tenuto minimamente in considerazione e che un ortopedico molto paziente mi ha spiegato per bene.

Quando si pensa al “pericolo” della corsa viene subito in mente il cuore: battiti accelerati, fatica, fiato corto.. e se rischio l’infarto?

In realtà, al netto di situazioni critiche di grave sovrappeso o cardiopatie congenite, non è del cuore che ci si deve preoccupare in prima istanza.

Anche un fisico magro e tonico che comincia a correre da un giorno con l’altro riceve immediatamente delle sollecitazioni a carico delle articolazioni, in particolare quelle delle anche e delle ginocchia. Le stesse sollecitazioni riguardano la schiena, specialmente la zona lombare. Correndo, spostiamo alternatamente tutto il peso del nostro corpo su un piede per volta, su una gamba per volta, su un fianco per volta. Anziché essere tutto il corpo a sostenere il nostro peso totale, ad ogni passo lo distribuiamo solo su una metà. Ogni volta che poggiamo il piede a terra, quindi, scarichiamo tutto il nostro peso sul terreno con una spinta che ci viene restituita dal terreno stesso (più o meno ammortizzata a seconda della densità del suolo) e che si ridistribuisce sulle nostre caviglie, ginocchia, fianchi, schiena.

La primissima cosa quindi di cui ci si deve preoccupare quando si comincia a correre è un ottimo paio di scarpe da running. Non importa quanto bisogna spendere ma è fondamentale che siano su misura, calibrate a seconda della postura che si assume correndo (tipo pronante o supinatore) e che siano almeno un minimo ammortizzate. È bene anche che le scarpe siano leggere e che non appesantiscano le falcate. Se correndo ci si accorge che l’urto sul tallone/caviglia è significativo e che la scarpa in sé non è sufficiente, esistono in commercio cuscinetti in silicone o altro materiale da inserire all’interno della calzatura che aiutano molto. Un buon paio di scarpe riduce notevolmente l’urto e la sollecitazione articolare e consente di correre con migliori prestazioni senza farsi male.

Vale quindi davvero la pena fare un piccolo investimento ma essere sicuri di aver acquistato il meglio sul mercato; oltretutto, un buon paio di scarpe da running può durare parecchio, non sarà una spesa che farete spesso.

Kika dalla Svezia

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