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Stralivigno: la mia prima volta in montagna

Stralivigno 1

Stralivigno: la mia prima volta in montagna

 

Le prime volte sono sempre le più speciali perché hanno il sapore della conquista. Sono quelle che porti nel cuore e riempiono i tuoi racconti. Il primo pettorale, i primi 10 km sotto l’ora, la prima staffetta, la prima corsa in altura.

Con la montagna io ho sempre avuto un feeling speciale forse perché nelle mie vene scorre sangue anche un po’ valtellinese e il destino ha voluto che mi innamorassi delle salite e delle discese proprio nella Valle che fin da piccolina mi ha cullata.

Non ho mai creduto nei colpi di fulmini, eppure sabato, in occasione della Stralivigno organizzata da A.P.T. Livigno con l’Associazione sportiva dilettantistica Marathon Club Alta Quota, mi sono bastati 1 ora e 12 minuti per capire che quel battito accelerato non era dovuto solo allo sforzo che stavo facendo ma all’emozione che stavo provando.

Ringrazio Jennifer che in questi 6 mesi di corsa insieme mi ha insegnato che in questo sport bisogna essere umili, capire e rispettare i propri limiti e superarli solo quando è il momento giusto. Chi brucia le tappe non ha compreso il vero spirito di questa disciplina.

Ringrazio Tatiana che venerdì cercava una compagna di staffetta e mi ha convinta a vivere questa esperienza da protagonista e non da semplice osservatrice come in principio doveva essere. Vivere la Stralivigno attraverso le proprie emozioni ha un sapore tutto diverso, molto più dolce.

Ringrazio anche il mitico Marco De Gasperi – lo skyrunner che ha da pochissimo stabilito il nuovo primato di velocità di salita e discesa sulla Via Italiana del Monte Bianco, nonché 5 volte campione del mondo di corsa in montagna – che, durante il giro di perlustrazione del percorso che abbiamo avuto l’onore di fare con lui, ha esordito dicendo: “Alla Stralivigno il tempo non conta, non bisogna misurarsi col cronometro ma con le salite”. Quella frase mi ha dato l’energia, la motivazione per provarci, la carica per vivere una delle esperienze sportive più straordinarie della mia vita.

E ringrazio anche Franz Rossi – grandissimo esperto di trail running – che durante la tavola rotonda con noi blogger e giornalisti ha detto una frase che mi ha accompagnata per tutti gli 11 km della prima frazione e che mi porterò per sempre dentro perché racchiude quello che per me è questo sport, la sua vera essenza: “La corsa è esplorazione, sempre e ovunque, del mondo, del territorio e di te stesso”.

Infatti quegli 11 km – erano più dei 10.5 dichiarati – non li ho corsi, li ho esplorati, prima un po’ impaurita perché in questi 6 mesi di allenamenti e gare con Women In Run non ho mai più corso da sola ma sempre in gruppo, poi estasiata… dai profumi del bosco, dai rumori dei campanacci delle mucche, dal tifo gioioso dei bambini, dai paesaggi di Livigno, la piccola Tibet, terra dove si fa sport e si ritempra lo spirito, a contatto con una natura incontaminata.

Le salite e le discese hanno vinto sui 6 km iniziali di asfalto della pista ciclabile, un po’ noiosetti forse anche a causa del vento contro che rallentava. Baricentro in avanti e mani sulle ginocchia – come consigliato da Marco De Gasperi – e via su per la montagna dietro a quel serpentone colorato della mezza competitiva.

Il cambio della staffetta? Il migliore di sempre, in perfetto stile “run for fun”, con la mia compagna sdraiata nel prato a riposarsi prima delle grandi fatiche e io che superato il traguardo le urlo: “Oh Tatiana adesso devi correre!”. E così ha fatto, chiudendo la sua frazione in 58 minuti con tanto di zainetto in spalla.

Ridatemi quelle montagne e i sorrisi felici dei miei compagni di avventura!

Ridatemi Livigno e i suoi 21 gradi!

Ridatemi i pizzoccheri e il bombardino senza neve!

E magari anche quella fantastica Discovery Sport che sicuramente in salita va più forte di me…

Manuela

 

 

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