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RAGNAR WATTENMEER: corsa, risate e disavventure senza stress da crono!

RAGNAR WATTENMEER: corsa, risate e disavventure senza stress da crono!

Alcuni mesi fa ho accettato di partecipare, tramite lo sponsor tecnico Reebok, alla Ragnar Relay. Una gara a staffetta, in quel di Amburgo, di circa 250 km con 10 runner che corrono 3 frazioni ciascuno.

VENERDì 24 AGOSTO
Venerdì pomeriggio ho incontrato gli altri componenti del team “Reebok Italy”. Conosco solo Carlotta con la quale faccio una piacevole chiacchierata sui nostri impegni sportivi, mentre con gli altri, come da mio solito, ci metto un po’ di tempo a rompere il ghiaccio .

Quando l’organizzazione ci consegna i 2 van da pitturare a nostro piacimento, capisco il vero spirito della Ragnar. Non sarà una gara come quelle che sono abituato a fare io, ma saranno 24 ore di puro divertimento e passione per la corsa.

Pian piano mi sciolgo e comincio a sentire il feeling con il resto del team, soprattuto con i quattro del Van 2 – Sara, Franco, Alberto e Stefano – i miei compagni di avventura e disagio per le 24 ore successive.

SABATO 25 AGOSTO
Il nostro team parte alle ore 15 di sabato, io sarò il settimo frazionista e partirò circa tra le 19 e le 20. Alessandra è la prima ad aprire le danze, è leggermente tesa ma si parte!

Tira un vento gelido con rovesci di pioggia tipici del nord Europa. Capisco che per me la cosa più dura della gara sarà proprio il freddo e il vento. Ho già voglia di correre, sento le gambe nervose, ma dobbiamo prendere il van e andare alla nostra partenza dove toccherà a Franco correre la leg n.6. Mentre Franco si scalda, comincio a scaldarmi anche io e, per fare confidenza con il percorso, decido di andare incontro a Roby che sta correndo la leg n. 5. Lo incontro, mi sorride, e, dal momento che sapevo che aveva un problema al polpaccio, gli chiedo come sta.

Ci spostiamo alla partenza della mia leg, finalmente si corre! Mi scaldo bene facendo andature e allunghi. Ho una gran voglia di tirare pur sapendo che il crono è l’ultimo motivo della Ragnar. Arriva Franco, prendo il testimone e via, finalmente sono in gara! Il vento e la pioggia sono clementi, le gambe girano a meraviglia, potrei controllare e non spingere più di tanto, ma non riesco e mi faccio una bella sgroppata. Passo il testimone a Stefano.  Sono contento, ho corso bene e la frazione mi ha fatto scaricare tutte le tensioni accumulate nel pre-gara.

Andiamo al prossimo cambio, prendiamo Stefano e parte Alberto, giovane e forte runner da qualche mese fermo per un problema al tendine di  Achille, ma non si risparmia e vola anche lui. Arriva Alberto e parte Sara, l’unica fanciulla del nostro ”furgon”.  Si sta facendo buio e sul finale sbaglia strada e si regala 2/3 km in più. Siamo tutti in apprensione perché scopriamo che non ha il suo telefono con sè, ha quello di Franco ma senza pin di sblocco. Finalmente la ritroviamo, evviva! Riparte Alessandra, piove e fa freddo… Paure, dubbi, parte e via!

DOMENICA 25 AGOSTO
Sento il vento gelido fino al  midollo, mi chiudo nel furgon ma non riesco nè a scaldarmi nè a dormire. Alberto ha fastidio al tendine, allora decidiamo di cambiarci le leg: lui fa la mia più corta e io faccio la sua più lunga da 13.5 km. Questa volta devo prendere il testimone da Stefano, sono pronto e ben caldo. Mi chiama Stefano e mi dice: “Dove sei?”. Capiamo subito che abbiamo sbagliato il punto di cambio. Franco “Vettel” mette alla frusta il furgon e, dai 21 minuti stimati dal navigatore, in 7 minuti siamo al cambio. Sono le ore 3:48,  piove forte, parto. Mi sono studiato bene la leg per non sbagliare. Dopo il primo km smette di piovere, ma rimane il vento teso trasversale e frontale. Sto bene, trovo un buon ritmo, le gambe girano a meraviglia. Sono assolutamente solo e sinceramente non so neanche dove io sia. Passo in mezzo a greggi di centinaia di pecore. Bello, bellissimo, siamo solo io e la mia amata corsa. Devo distrarmi per non emozionarmi. Finalmente dopo 10 km ritrovo altri esseri umani.

Rientro nel furgon ma tra, il “disagiovan” e l’adrenalina del post-corsa non riesco a chiudere occhio. Non importa… sono felice e soddisfatto. Piano piano comincia ad albeggiare e il nostro team che procede a meraviglia senza intoppi.

È mattina, siamo tutti all’ultima frazione, il vento gelido e la pioggia intermittente continuano a farci compagnia, siamo tutti visibilmente stanchi ma si comincia a capire che è quasi fatta.

Sono le ore 10:06 e parto per la mia ultima leg. Non mi sento “a posto”, un po’ per non aver dormito e un po’ per essermi alimentato male nelle ultime 24 ore. Ma come spesso mi capita, la soluzione di tutti i malanni è farsi una bella corsetta. E dopo qulache metro, le gambe girano, non ci sono nè problemi di crono nè tantomeno di classifica, ma come le altre leg tiro a tutta senza se e senza ma. Arrivo, dò il cambio a Stefano e vedo che ad aspettarmi ci sono anche i compagni del van 1 che hanno già finito le loro leg. Mi fa piacere vederli tutti quanti. Capisco dai loro sguardi che faticano a capire il mio modo di correre. Mi rilasso, sono pienamente soddisfatto di come ho corso.

Siamo all’ultima tappa, tocca a Sara fare gli 11km dei 252 km. Siccome ho ancora voglia di correre, le chiedo se posso e se le fa piacere correre l’ultima tappa insieme. Prima che mi dicesse “certo che sì”, l’avevo già capito dal suo bel sorriso.

Si parte, ancora vento e un rovescio di pioggia. Sara mi affida la sua GoPro. La tappa è molto panoramica: passiamo prima per un paesino, poi in una pineta e infine giriamo su uno spiaggione infinito. Sara corre bene, non sembra neanche stanca, faccio delle riprese qua e là, poi mi giro e vedo il gonfiabile dell’arrivo.

REEBOK ITALY FINISHER!
Sono parecchi anni che corro e ho fatto gare di ogni genere e tipo, ma vi confesso che ho provato un’emozione diversa. Ho fatto parte di un fantastico team che ha corso 252 km ininterrottamente per 21 ore circa. Mi asciugo la lacrimuccia e con lo sguardo cerco i miei compagni. Lo speaker urla: “Reebok Italy finisher!!!”. Ecco un’altra lacrimuccia…

Arriva il resto del team, ci danno la meritata medaglia e cominciano le foto di rito e lo svacco post-gara. Siamo tutti stanchissimi, questa volta vedo negli sguardi la felicità di aver compiuto una grande impresa e la voglia di rifarla.

Ho scoperto un modo nuovo di fare running, di fare squadra e senza stress da crono. Risate, disavventure  e disagio sono il valore aggiunto della gara. Ho avuto la conferma che ci sono due tipi di runner – i runner e i runner invasati – ma sono praticamente uguali, perché accomunati entrambi dalla stessa passione.

Ringrazio Alessandra, Carlotta, Irene, Manu, Sara, Roberto, Stefano, Franco e Alberto per aver reso straordinaria questa avventura. Ringrazio Reebook e Giannone Sport per avermi dato la possibilità di partecipare a questa straordinaria avventura!

Gianni Stella

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