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Perché la corsa giova più alle donne che agli uomini?

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Perché la corsa giova più alle donne che agli uomini?

In molti paesi del mondo le donne che praticano la corsa sono in costante aumento, decisamente più degli uomini. Anche in Italia in numero delle maratonete è in costante aumento, fra l’altro va detto che le donne come conformazione fisica-fisiologica sono particolarmente adatte alle corse lunghe. Facendo riferimento alle sole prove di corsa del programma olimpico potremo notare che le specialità in cui i primati mondiali delle donne di avvicinano di più a quelli degli uomini in termini di velocità media sono la più corta (100mt) e la più lunga (la maratona). Se invece ci basiamo suo parametro della potenza media espressa, è proprio nella maratona che la differenza tra il record femminile e maschile si riduce al minimo. Questo avviene perchè le donne sono superiori agli uomini in quanto a potenza lipidica, vale a dire dal punto di vista della quantità di grasso utilizzata per ogni minuto dai muscoli, una caratteristica molto importante nella maratona ma non nelle distanze più corte. E’ proprio per questo motivo che il primato mondiale femminile (attualmente detenuto dalla Britannica Paula Radcliffe con 2h 15’25”) è così vicino a quello maschile. Ad ogni modo le donne traggono alcuni vantaggi in più dalla corsa rispetto agli uomini.

Di seguito analizziamo delle tematiche prettamente femminili riguardanti la corsa

La corsa e la sindrome mestruale

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Per sindrome premestruale si intende l’insieme dei disturbi fisici e psichici che talvolta accompagnano l’arrivo del ciclo mestruale, quali tensione al seno, dolenza addominale, instabilità emotiva, ansia e depressione. Inoltre in questo periodo nelle donne si verificano variazioni ormonali che determinano ritenzione idrica, con un conseguente senso di pesantezza degli arti inferiori. Varie ricerche hanno dimostrato che questi sintomi e, in particolare quelli psicologici, possono essere alleviati da una regolare attività fisica.

La corsa e i dolori mestruali

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Spesso le atlete temono il periodo mestruale perchè le loro prestazioni peggiorano sensibilmente. Le prestazioni durante il ciclo mestruale però migliorano proporzionalmente alla costanza degli allenamenti. La dismenorrea (vale a dire le mestruazioni dolorose) interessa molte donne e probabilmente alcuni fattori predispongono a questo disturbo (come per esempio avere un utero piccolo), ma anche le componenti psichiche sono importanti. Spesso infatti chi soffre di dismenorrea in realtà trasferisce a livello fisico un problema psicologico inconscio che non riesce a superare come una tensione, un’ansia o una pair. In questi casi, oltre alle tecniche di rilassamento, correre nei giorni precedenti le mestruazioni è senz’altro utile forse anche perchè innalza le soglie del dolore.

La corsa dopo la gravidanza

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In linea di massima i consiglio è quello di riprendere 4-6 settimane dopo il parto. In seguito si può tornare ai livelli pre-parto. La corsa può essere utile per smaltire il grasso accumulato durante la gestazione tanto che, pratucandla, alcune donne si ritrovano più magre di prima . Tra l’altro questo ha permesso ad alcune atlete di ottenere i loro migliori risultati proprio dopo i parto. Se si allatta è bene assicurarsi tramite l’alimentazione tutte le calorie necessarie per l’attività fisica, oltre che il calcio e le proteine per il latte. Non è consigliabile effettuare lavori di tipo lattacico, perchè il latte potrebbe risultare leggermente acido e non gradito al bambino.

La corsa e la menopausa

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La variazione dei livelli ormonali che si verifica durante la menopausa può causare problemi sia fisici che psicologici. Per esempio si riduce, senza però scomparire, la protezione nei confronti delle malattie del cuore e del circolo che la donna ha in età fertile e aumenta la tendenza ad accumulare grasso in eccesso. La corsa o un altro sport di tipo aerobico risulta quindi molto utile e non solo in questo senso: può infatti apportare anche benefici psicologici, contribuendo innanzitutto a valorizzare l’immagine che la donna ha di sé stessa.

La corsa e la cellulite

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La cellulite è un disturbo del tessuto connettivo, quello situato sotto la cute, che contiene molti adipociti ma anche vasi sanguigni e linfatici. In sostanza nella cellulite si ha una ritenzione di liquidi che determina una difficoltà circolatoria locale, la quale a sua volta provoca un aumento del tessuto fibroso e una diminuzione di quello elastico. La circolazione peggiora causando un ulteriore produzione di tessuto fibroso. Per questa ragione, gli sport aerobici (cammino, bicicletta, corsa, nuoto, sci di fondo) sono i nemici più potenti della cellulite, dal momento che migliorano la circolazione, compresa quella dei vasi sanguigni più sottili, la cosiddetta “microcircolazione”. Il rifornimento di ossigeno in tutte le zone del corpo è quindi più efficace così come l’eliminazione dei ristagni di liquidi. L’attività aerobica è pertanto il più potente mezzo di prevenzione, ma non garantisce l’immunità totale dalla cellulite. Va inoltre sottolineato che, sebbene la pratica costante dell’esercizio fisico possa senz’altro far regredire le forme più lievi di cellulite, non può per esempio eliminare quei “piastroni” sottocutanei dovute alla formazione di zone di tessuto fibroso compatto.

Correre in sicurezza

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Molte donne  non praticano la corsa perché non si sentono sicure ad allenarsi nei parchi delle nostre città o nei sentieri di campagna, temendo aggressioni o episodi di violenza. L’ideale ovviamente sarebbe non correre da sole (cosa che proponiamo in tutta Italia con i nostri gruppi di allenamento Women In Run), ma se questo non fosse possibile, basta affidarsi alle regole generali del buon senso, portando sempre con sé il cellulare ed evitando di frequentare luoghi molto isolati, zone e orari pericolosi e di ascoltare musica ad alto volume con gli auricolari, in modo da poter sentire se qualcuno si avvicina. Sono inoltre oggi disponibili dispositivi di localizzazione collegati ad una centrale operativa, alla quale si può chiedere aiuto in caso di emergenza semplicemente premendo un tasto.  Un esempio di tale dispositivo è l’applicazione SmanApp

 

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