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Non credete a chi vi racconta che i sogni son solo sogni! Monza – Resegone 2015: 42 km di emozioni!

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Non credete a chi vi racconta che i sogni son solo sogni! Monza – Resegone 2015: 42 km di emozioni!

Arrivando da una famiglia di runner della Monza Resegone ne sento parlare praticamente da sempre. Più crescevo , più prendevo consapevolezza e più davo dei matti a quelli che decidevano di cimentarsi in quell’impresa che io ritenevo al limite dell’impossibile.

La Monza Resegone è una gara durissima e storica che si corre a squadre di tre persone per 42km di cui i primi 32 corsi più o meno in piano da Monza a Calolziocorte ed i successivi 10 in salita con un dislivello positivo di circa 1000mt tra asfalto e vero e proprio sentiero di montagna : il mitico Pra di Ratt! Ulteriore particolarità della gara lo svolgimento in notturna

Mia madre una volta mi disse qualcosa tipo “la Monza Resegone è quella gara che prima o poi tutti quelli che corrono vogliono provare a fare” …le diedi della pazza ….all’epoca!

Quando ho iniziato a correre persino 5km mi sembravano tantissimi, ricordo che pensavo: “ma sì, in fin dei conti una corsetta ogni tanto, tanto non mi piace nemmeno, smetterò appena arriva l’inverno”…

Credo sia bastato un mese di corsette costanti per ricredermi!

Piano piano ho aumentato il numero dei km e delle uscite settimanali, giorno dopo giorno la corsa è entrata nella mia vita come una “terapia” naturale per il mio fisico, colpito da una malattia cronica chiamata diabete e per la mia mente , molto spesso fragile alle sofferenze della vita e ai tanti stress quotidiani.

Chiedevo consigli a mia madre che nel frattempo , con grande dolore e tante lacrime, aveva dovuto dire addio alla corsa a causa di una protesi al ginocchio. Lei si entusiasmava e sapeva sempre consigliarmi in modo impeccabile e severo “nella corsa non si inventa niente” mi diceva sempre…ed ora capisco quanta verità ci fosse in quelle poche parole!!

Ho iniziato a fare gare , sono partita con le 5km di paese, poi le 10km popolari fino ad arrivare alla 21km della Stramilano nel 2012 chiusa in 1h43’. La mia prima mezza maratona e mi sembrava di aver corso tantissimo…chi lo avrebbe mai detto che il 20 Giugno 2015 sarei stata sulla linea di partenza della 55° edizione della Monza Resegone!!

Io per prima non ci avrei mai scommesso e con me nemmeno mia madre e anche quel famoso diabetologo che con aria severa alla mia richiesta di poter fare agonismo tuonò “scordatelo!”

La mia prima Monza Resegone è stata una scommessa con me stessa contro le mie paure accumulate negli anni, anni  in cui troppo spesso mi sono sentita inadeguata o spaventata di fronte ad una malattia che il più delle volte mi coglie all’improvviso , mi abbatte, mi sfinisce e mi fa piangere. Certo con me ha vita dura perché io come cado mi rialzo e sempre più forte, sempre più determinata e anche, diciamolo, sempre più incazzata! E poi volevo correrla per poterla dedicare alla mia mamma che sono convinta che se avesse continuato a correre, non solo l’avrebbe fatta ma avrebbe anche fatto tempi da podio!

Ho trovato due “giovanotti” pronti a credere in me, i loro nomi? Luca e Luca (il secondo vista la giovane età soprannominato Luchino). Mi hanno dato fiducia e giorno dopo giorno abbiamo imparato a conoscerci. Abbiamo corso qualche volta insieme , ci siamo visti in altre occasioni e più si avvicinava la fatidica data più il trio diventava compatto !

Poi accade quello che nessuno di noi avrebbe mai voluto accadesse…uno di noi, Luca, si infortuna ed è costretto a saltare la gara.

Iniziano le ricerche del sostituto , Luchino mi propone Ivan , un ragazzo che io già conosco, tanto che non ho dubbi nel rispondere al mio socio: “Ivan è perfetto”!

Un nuovo trio con un sostituto più che degno ed un presidente onorario , Luca !

E’ proprio lui infatti a trovarci lo sponsor : lo storico CAI San Fruttuoso

Era appena finita la guerra quando un gruppo di giovanotti di allora decise di fondare a San Fruttuoso una sottosezione del CAI con l’intento di costituire un punto di ritrovo per gli abitanti della zona nonché trovare il modo di “poter evadere un po’” in un periodo di grandi ristrettezze. E così, il 23 Luglio 1946 nasceva ufficialmente il CAI San Fruttuoso”

Il nostro sponsor ci ha iscritti alla manifestazione, ci ha preparato delle divise che dire “belle” è riduttivo, ha trovato due fantastici supporter, Maurizo e Paola, che ci hanno seguito in bici fino ad Erve con scorte di acqua e cibo e soprattutto hanno creduto in noi!

Tutto era pronto, l’ultimo lungo prima della MORES è stato la Monza Montevecchia che tutti e tre abbiamo corso seppur con compagni diversi.

Il giorno della gara arrivati a Monza l’atmosfera era già caldissima! Tanta gente, tanti sorrisi, colori, stand , fotografi…un vortice di emozioni che ci ha fatti “scivolare” in men che non si dica all’orario della partenza dal mitico palchetto posto davanti all’Arengario … Luca Ferrario  Jennifer Isella e Ivan Galimberti …3-2-1 e che il sogno abbia inizio!

Iniziamo a correre con il sorriso e l’incoscienza di chi quella gara la corre per la prima volta!

I primi 30 km volano tra applausi e un po’ di km in discesa che aiutano fisicamente ma soprattutto psicologicamente. I nostri supporter in bici non ci mollano un attimo, sempre al nostro fianco sempre presenti in silenzio o parlando , ma loro erano li…

Questo era quello che potevo sentire io provenire dai loro cuori “non preoccupatevi noi ci siamo, siamo qui per voi”..e questo quello che vorrei dire loro dal mio di cuore “grazie Maurizio, grazie Paola…la nostra squadra era composta da 5 membri non da 3! Anche voi fate parte del Dream Team CAI San Fruttuoso che ha partecipato a questa gara unica!!”

Corriamo i primi 30km in scioltezza con un ritmo di circa 5’ al km :

  • passaggio ai 10km 50’40”
  • passaggio alla mezza 1h49’
  • passaggio ai 30 2h37’

Praticamente perfetti!

Poi ci fermiamo a Calolzio per il cambio maglia e da lì per me inizia il calvario. Il microinfusore (la macchinetta salvavita che porto sempre con me per erogare insulina e provare i valori della glicemia) inizia a suonare . Mi avvisa che sto andando in ipoglicemia, si spegne automaticamente. Io mangio una barretta e bevo integratori , ma l’ipoglicemia è violenta. Sento che mi mancano le forze anche solo per parlare e quando mi fermo al ristoro successivo ho dei principi di svenimento e ipotermia.

Provvidenziale è stata la mamma di Luchino ed il suo caldo piumino che ho indossato con gran sollievo. Quello era il momento in cui avrei dovuto iniziare il pezzo più duro della gara , con 32km nelle gambe avrei dovuto affrontare gli ultimi 10km in salita con un dislivello positivo di quasi 1000mt ! Ero molto combattuta tra la voglia di abbandonarmi su quella panchina e quella di provarci e di non deludere i  miei compagni. La paura di avere una crisi ipoglicemica di notte su quel sentiero era enorme , ma ho deciso di rischiare confidando che tutti gli zuccheri che avevo preso prima o poi facessero effetto.

Lungo la strada che da Calolzio conduce ad Erve i miei compagni sono stati eroici! I miei angeli custodi…mi spingevano, mi tiravano con la mano , mi porgevano acqua e sali , mi parlavano per capire se stavo bene …porterò sempre nel cuore quei momenti perché la Monza Resegone è anche,  forse SOPRATTUTTO ,questo!

Al cancello di Erve nuova crisi e nuova enorme paura , camminavo cercando di non sbandare per non far spaventare i miei soci ma le mie glicemie non salivano più di tanto perché lo sforzo muscolare era così intenso e costante che non lasciava il tempo agli zuccheri di fare il loro dovere.

Con un po’ di incoscienza (anche se calcolata…visto che iniziavo ad avere i primi leggeri segnali di miglioramento)  iniziamo la salita del Pra di Ratt. In quel momento ricordo di aver pensato “ci siamo , aspetto questa gara da due anni, ho due soci che mi hanno letteralmente trascinato per 5km , stringi i denti che lassù ci arrivi!”

Così è stato! Lungo quel sentiero che sabato notte sembrava interminabile abbiamo imprecato, riso , abbracciato degli amici, soccorso alcuni compagni di avventura, urlato (causa crampi) ma , complici le glicemie in risalita, io mi sentivo meglio ed avevo anche ricominciato a parlare.

Quando ad un certo punto il Pra di Ratt inizia a dare un po’ tregua e tra gli alberi scorgi sempre più vicine le luci della Capanna Alpinisti Monzesi, il cuore inizia ad esploderti nella cassa toracica, vorresti ridere ma ti viene da piangere perché le grandi emozioni si sa, non possono essere controllate.

Si iniziano a sentire le voci delle persone che già hanno raggiunto la vetta, si sente l’odore di salamella…ci siamo, siamo a pochi metri, ancora una curva, l’ultimo strappetto da fare rigorosamente mano nella mano…i flash dei fotografi la gente che urla il tuo nome o semplicemente urla , la linea dell’arrivo e poi …finalmente …come u fiume in  piena le lacrime di gioia!

L’impresa è stata portata a termine, Resegone conquistato !

Il tempo è relativo, certamente il crono non ci rende giustizia per quella che era la nostra preparazione , l’anello debole sono stato io ma mai , in nessun momento, i miei soci mi hanno fatto pesare il ritmo lento, le soste e le lamentele.

Perciò dedico questa impresa ai miei soci Luchino e Ivan , al nostro presidente Luca e a tutte le persone che con il loro amore rendono la mia vita meravigliosa.

Jenny Vs. Diabete 1-0 palla al centro!

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