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MILLENNIAL e BABY BOOMER: oggi come ieri, ma speriamo che qualcosa cambi presto…

MILLENNIAL e BABY BOOMER: oggi come ieri, ma speriamo che qualcosa cambi presto…

Quante volte guardando le nostre mamme abbiamo pensato: “Ai loro tempi era tutto diverso!”. Beh, non è proprio così, almeno non in ambito contraccettivo. Purtroppo, la differenza tra le millennial (21 e i 29 anni) e le baby boomer (50-65 anni) in merito alle conoscenze sui metodi anticoncezionali non è poi così grande.

La ricerca internazionale condotta da Bayer ha evidenziato come molto poco sia cambiato tra una generazione e l’altra quando si tratta di scegliere un metodo contraccettivo e le millenial affrontano il problema prevenzione in modo molto simile alle loro mamme.

Più della metà delle baby boomer (51%) era convinta di non possedere le informazioni necessarie per poter compiere una scelta consapevole e il dato che ci arriva dalle millenial non si distanzia di molto: il 35% di esse non ritiene di avere a disposizione gli strumenti adatti e tutte le informazioni essenziali per scegliere quale metodo contraccettivo utilizzare.

Le paure di ieri sembrano essere le stesse di oggi: il 41% delle millenial esprime il proprio disagio all’esposizione a ormoni sintetici e quindi all’utilizzo della pillola, oltre alla preoccupazione per una eventuale dimenticanza nell’assunzione quotidiana. Dato simile si registra anche per le baby boomers. Le cause di tale insicurezza nella scelta del primo metodo contraccettivo sono, di nuovo, le stesse di 30 anni fa: un dialogo non soddisfacente con gli operatori sanitari che, non presentando adeguatamente la gamma di opzioni a disposizione, non consentono al 24% delle millenial di poter scegliere cosa fa meglio per loro. A questo, si aggiungono le percentuali delle millenial che non hanno mai discusso col proprio medico le opzioni contraccettive (17%), quelle che si fanno influenzare dalle convinzioni dei medici riguardo ai contraccettivi da utilizzare (17%) e il non aver trovato sufficienti fonti di informazioni su tema (15%).

Eppure qualcosa non torna: rispetto alle nostre mamme, gli strumenti che abbiamo a disposizione per informarci sono decuplicati. Il dialogo col medico di base o col nostro ginecologo non è più un tabù e perfino parlare con la generazione precedente (mamme, zie…) dovrebbe essere più facile oggi rispetto a trent’anni fa. È scoraggiante notare come in un ambito così importante come la contraccezione i progressi in termini di scelta consapevole siano così deboli, ma rimediare è possibile.

Intanto è importante incoraggiare un dialogo costruttivo con la generazione precedente: l’esperienza vissuta da chi ci ha preceduto è un tesoro prezioso che può condurci a scelte consapevoli. Gli operatori sanitari poi hanno l’enorme responsabilità di garantire la condivisione attiva delle informazioni in merito a tutte le opzioni disponibili, così che la scelta sia la più adeguata al proprio stile di vita.

Se i problemi e i dubbi sono gli stessi delle nostre mamme, i canali di informazione e le scelte a nostra disposizione sono decisamente maggiori: non sfruttarli vuole dire vivere come trent’anni fa, nell’incertezza e nel dubbio di compiere la scelta giusta. Avrebbe un senso?

 Federica

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