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Mamme stressate, fatevi aiutare dal Running!

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Mamme stressate, fatevi aiutare dal Running!

Spesso mi chiedono se mi manca la vita prima di Camilla e la mia risposta senza esitazione è “sì, certo”.

Per questo ho ricevuto critiche ma anche tanta solidarietà da altre mamme e a volte anche da qualche papà J

Non vorrei essere fraintesa perché per me Camilla è il dono più prezioso che la vita potesse concedermi, a me che son diabetica, a me che da adolescente mi era stato detto “chissà se potrai avere bambini con questa malattia”, a me che durante quei nove lunghissimi mesi non potevo concedermi nemmeno una caramella. Insomma non tornerei mai indietro ma ciò non significa che non ci sono alcune cose che mi mancano perché, non raccontiamocela, quando si diventa madri la tendenza è quella di annullarsi come donne e come mogli…il nostro mondo diventano loro: i nostri figli.

Il massimo lo avevo raggiunto i primi mesi quando dovevo programmare una doccia di 10 minuti e spesso non riuscivo nemmeno ad asciugarmi i capelli.

Ora che Camilla ha 15 mesi sento che “il peggio” è passato e da qualche mese ho iniziato a muovere i primi passi verso la riconquista della mia dimensione di donna, moglie, professionista e sportiva.

Sì, avete capito bene, SPORTIVA!

Ho sempre amato lo sport ma da più di dieci anni ho sviluppato una passione smisurata per il running tanto da fondare un’associazione sportiva dedicata soprattutto alle donne.

Ho sempre avuto una predisposizione alla competizione, amavo correre ma soprattutto amavo gareggiare, sentire l’adrenalina, seguire rigide tabelle di allenamento. Non sono mai stata una che è riuscita a trovare la sua dimensione di corsa nell’uscita ogni tanto, nel jogging fatto solo per stare in forma…ammiro molto chi riesce a vivere questo sport così, ma non sono io!

La gravidanza però mi ha ovviamente costretto a ridimensionare il mio approccio alla corsa, uscendo quando possibile, eliminando la classica gara della domenica, riducendo drasticamente gli allenamenti di qualità (in gergo ripetute, fartlek, salite…) e limitandomi a qualche uscita ogni tanto di corsa lenta.

Vivevo questa dimensione con piacevole rassegnazione perché per me la cosa più bella e importante era tornare a casa e perdermi nel sorriso di mia figlia.

Ora però è arrivato anche per noi il momento dell’asilo e per me il momento di riappropriarmi di un po’ di tempo da dedicarMI, tempo che ovviamente in gran parte sto utilizzando per correre e tornare competitiva.

Recentemente è accaduto un fatto molto doloroso (purtroppo non il primo): una bimba di 18 mesi è stata dimenticata in macchina dalla mamma che come tutti i giorni prima di recarsi in ufficio avrebbe dovuto accompagnarla all’asilo. La madre si è accorta di aver lasciato la bimba in auto solo una volta uscita dal lavoro facendo lei stessa la terribile scoperta.

Questi episodi sono sempre più frequenti e non possiamo ricondurli semplicemente a cattive madri o cattivi padri, ma ad un processo della nostra mente detto “Black-Out” che, come descrive perfettamente la psicoterapeuta Serena Stanescu, “è una sconnessione delle funzioni integrate della coscienza, della memoria e della percezione. Questo black out si verifica là dove le condizioni di stress arrivano a livelli alti, dove c’è quotidianità, routine. E dove esiste sovraccarico e assorbimento nei propri pensieri.
Immaginate un grande “affollamento”nella vostra testa , dove non c’è spazio più per nulla neanche per : l’idea di vostro figlio” 

Dopo quella notizia mi è presa un’ansia terribile perché proprio la settimana successiva avrei dovuto iniziare ad accompagnare Camilla all’asilo deviando da un percorso casa-metro che ormai faccio quasi in automatico da anni. Io sono potenzialmente un soggetto a rischio (mi sentirei presuntuosa nel pensare “tanto a me non capiterà mai”) perché mi capita spesso di fare più cose insieme, di pensare alla spesa, alla casa, al lavoro, all’associazione etc etc.

Ecco allora che ho cercato consigli, rimedi tecnologici e chi più ne ha più ne metta per evitare il più possibile che mi accada una cosa del genere.

Poi ho pensato alla corsa. Alle proprietà di questo sport ed ai benefici che se ne possono trarre.

La corsa mi ha sempre aiutato ad uscire da momenti bui proprio perché il fisico impegnato durante quest’attività produce endorfine, alleate del buonumore. La corsa mi permette di scaricare lo stress accumulato durante lunghe giornate lavorative. La corsa mi aiuta ad ordinare le idee…da sempre…e ad eliminare i pensieri inutili creando in questo modo spazio libero nella mia testa.

Con questa convinzione ho ricominciato a correre con maggior slancio ed ho notato da subito un cambiamento in positivo. Nonostante la stanchezza fisica la mia mente è più lucida, riesco ad organizzare al meglio le mie giornate, non ho pensieri che si intrecciano ma solo tanti pensieri che corono paralleli tra loro in modo ordinato. Mi sento molto meno stressata e frustrata e tutto questo non può che giovare alle mie giornate ed a mia figlia.

E poi con i passeggini Thule creati ad hoc per le mamme runner potrete godere di momenti meravigliosi insieme ai vostri cuccioli coinvolgendoli nella vostra passione

Con questo non voglio dire che la corsa sia la soluzione a tutti i nostri problemi ma che a volte, sì, è giusto ammettere di essere vulnerabili e cercare delle soluzioni che possano aiutarci ad esserlo un po’ meno.

Io ho trovato le mie e la corsa è una di quelle! Provare per credere!

 

-Jennifer Isella-

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