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Autostima: vincere la sfida più grande, quella con se stesse

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Autostima: vincere la sfida più grande, quella con se stesse

Ho sempre detestato la corsa. Un’antipatia che risale all’età dell’adolescenza, quando il mio corpo piano piano ha iniziato a cambiare, ma anche la mia mente. Quando sono dovuta passare da momenti spensierati a situazioni da adulta tutto in un colpo, nel momento in cui la mia famiglia si è disgregata perché i miei genitori si erano separati.

Il mio corpo cambiava e il mio animo pure, stavo crescendo sia fisicamente che mentalmente, ma con delle preoccupazioni troppo grandi per una ragazzina di 13 anni. Passata la bufera, qualche anno dopo, sono crollata ed eccola lì che mi aspettava da tempo e con immensa pazienza… la depressione.

Raccontare tutto quello che mi è successo sarebbe inutile e triste, ma soprattutto non servirebbe per fare arrivare il messaggio che vorrei. Quindi taglio corto e dico solo che tra varie peripezie questo male subdolo e oscuro non mi ha abbandonato per molto tempo, fino ad esplodere di nuovo e con l’intensità di una bomba un paio di anni fa, quando anche la famiglia che avevo provato a creare con il mio compagno si è frantumata, lasciandomi sfinita.

Chi ha avuto a che fare con i depressi, sa quanto sia difficile stare vicino alla persona malata (perché di malattia si tratta) e sa che la prima reazione è quella di cercare di stimolarla ad uscire di casa, a vedere persone, trovare delle attività che la tengano impegnata, praticare del sano sport, insomma farle fare qualcosa! Il punto cruciale è proprio questo: chi ha il sistema nervoso a pezzi ha voglia di tutto tranne che di fare. Qualsiasi cosa. Alzarsi dal letto, parlare, incontrare gente, mangiare, perfino lavarsi sembra un’azione massacrante.

Figuriamoci se mi metto a correre. Già…correre, un’attività di pura fatica fisica e mentale, solo al pensiero mi sento stanca e frustrata. Perché dovrei correre, non ha senso… correre per cosa? Mi sembrano tutti pazzi quelli che si infilano le scarpe la mattina alle sei con qualsiasi condizione climatica e corrono, corrono, corrono… ma dietro a chi o cosa si affannano tanto? E poi tutti quelli che lo fanno sapere al mondo e ti dicono che devi provare perché fa bene al corpo, alla mente, aumenta le endorfine, tonifica, fa dimagrire… bla bla bla… non li sopporto. Tutta roba da invasati,  mi sembrate dei drogati che cercano di convincere gli altri che quello che stanno facendo è una cosa positiva, quando a me sembra un’assurdità. E cosa non avete capito quando ho detto che non ho la forza di alzarmi dal letto? Figuriamoci se esco fuori al freddo e mi metto a correre tipo Forrest Gump.”

Ma la mia era solo invidia verso una passione che non riuscivo ad avere anche io.

Poi nella mia vita è arrivata una persona che ha saputo e desiderato capirmi, ha voluto conoscermi e ha iniziato a volermi bene, ma soprattutto mi è stata accanto in un momento dove sapevo dare il peggio di me e ha avuto l’intelligenza e la pazienza di sapere aspettare il momento giusto. Mi ha coinvolto piano piano in un progetto bellissimo di un gruppo di persone che non solo si incontrano per correre, si incontrano per stare insieme, per condividere esperienze, trovare amicizie: le Women In Run.

Ovvio la depressione la sto curando con terapia e medicine ancora adesso, non è una cosa da sottovalutare o che passa da sè. Nello sport ho trovato un aiuto incredibile, insieme a quelle mediche è stata la cura più potente ed efficace. Al momento della separazione sentivo di avere bisogno di occupare mente e corpo con un’attività fisica e ho iniziato con un altro sport che mi ha aiutato tantissimo a credere in me e recuperare un po’ di autostima, ma per l’impegno che richiede la corsa ho dovuto aspettare di essere pronta ed avere la convinzione giusta per non trovarmi di fronte ad una sfida che avrei potuto facilmente perdere e rischiare di sentirmi di nuovo un fallimento.

Quando ho recuperato le forze ho iniziato a correre anche io, con i miei tempi, il mio ritmo, la mia goffaggine, il mio peso non proprio ‘forma’… è poco che corro, ma i progressi e la soddisfazione di fare una cosa che per tutta la vita ho considerato impossibile sono veramente rapidi. Ogni volta che parto penso che non ce la farò, in questo il supporto del gruppo o di un amico è fondamentale, ma dopo una decina di minuti quando sento che le gambe vanno e il respiro prende un ritmo costante, cambia tutto.

Ho due voci dentro di me che litigano continuamente e se le danno di santa ragione: una è quella del corpo che mi dice che in fondo non sto facendo fatica, che non mi fa male niente e che posso continuare tranquillamente. Poi c’è la vocina pessimista, quella che mi dice che di lì a poco non ce la farò più che finirò per soffocare, mi mancherà l’aria prima o poi, che fa troppo freddo o fa troppo caldo, che piu vado lontano più sarà dura tornare indietro.

Perché la mancanza di autostima fa questo, ti suggerisce che è più facile mollare, che non ne vale la pena e che i risultati se arriveranno saranno talmente ridicoli da non giustificare uno sforzo così grande. Invece non è vero niente di quello che la voce negativa dice. Nello sport in generale e soprattutto in uno individuale come la corsa vincere la sfida con se stessi nutre corpo e anima, è un momento tutto dedicato solo ed esclusivamente alla propria persona che, per quanto possa non piacersi, sta facendo uno sforzo per dimostrare che un po’ di amore in fondo in fondo c’è.

Paragono volentieri la difficoltà che trovo nella corsa a quelle che trovo nella vita, ogni partenza è come un giorno nuovo, non sai mai cosa ti aspetta e la giornata è lunga, ma la forza di volontà e la voglia di arrivare fino in fondo sono fondamentali. E più lo sforzo è grande più la soddisfazione è appagante. Tutto ciò aiuta a ricostruire, un mattoncino dopo l’altro, l’autostima, la fiducia in se stessi e la consapevolezza che se riesci a superare i tuoi limiti mentali, nello sport come nella vita, non c’è nessun ostacolo che ti può fermare e nessuna situazione impossibile da superare.

Consiglio a tutte le persone che hanno vissuto o si trovano in una condizione simile alla mia di avere pazienza, di curarsi, di cogliere al volo il momento in cui l’animo si rinforza un po’ e approfittarne subito per iniziare a fare uno sport, magari proprio la corsa. Perché quella fatica “colorata” e positiva che sentirete dopo aiuta a svuotare la mente e a farvi sentire di nuovo che il vostro corpo c’è e ha un grande bisogno delle vostre attenzioni per funzionare perfettamente.

Con me sta funzionando e giuro che non avrei potuto sperare di meglio. La corsa cura.

Una WIR

One Comment

  • Miriam

    Che bel post! Leggendolo ritrovi tutte quelle vicine che ognuno di noi ha dentro e che provano a farti desistere dai tuoi impegni per non farti raggiungere gli obiettivi!
    Ci vediamo tra poco per sconfiggere insieme i nostri mostri con una ripetuta è una risata!

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