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La mia prima Wings For Life ad un mese dal parto (cesareo)!

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La mia prima Wings For Life ad un mese dal parto (cesareo)!

E chi lo dice che con un parto cesareo bisogna aspettare 3 mesi prima di correre? E chi lo dice che una neomamma deve chiudersi in casa struccata in pigiama e con i capelli costantemente spettinati? E chi lo dice che dopo un fermo di 8 mesi le tue gambe non potranno accompagnarti in una corsa di 10km?

Non so chi lo dica ma so di certo che questi sono luoghi comuni che in prima persona ho voluto sfatare domenica 8 Maggio presentandomi alla griglia di partenza della Wings For Life.

La manifestazione sportiva a cui la mia Associazione Women In Run ha partecipato come Team portando a casa ottimi risultati , si è corsa contemporaneamente il tantissime città nel mondo. In alcuni Paesi si è corso di notte , in altri di mattina, da noi a Milano si è corso alle 13:00 sotto un sole cocente che ha inaugurato il primo vero caldo di stagione.

La formula della corsa è molto particolare perché ti permette di correre fino a che non vieni raggiunto dalla Catcher Car (dei veicoli equipaggiati con sensori speciali che inseguono, nel vero e proprio senso della parola, tutti i partecipanti).  Un format unico al mondo, in una gara dove di fatto è il traguardo a inseguire i runner. Le Catcher Car aumentano la loro velocità progressivamente nel corso della gara, per cui sfuggirgli è molto, molto difficile.

La mia idea era quella di correre almeno 10 km in quanto mi ero testata qualche giorno prima sui 5km ed era andata molto bene. Pensavo di chiudere i 10km in circa un’ora anche se la paura di non farcela era tanta, ma poi arrivare al Castello Sforzesco e trovare decine di amici/che in maglietta fucsia pronti a correre la loro gara con le Women In Run, mi ha subito dato la giusta carica!!

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Sin dall’ inizio ho avuto buone sensazioni, la ferita del cesareo non mi dava fastidio e gambe e fiato erano al top. Così ho provato ad aumentare gradatamente la velocità fino a toccare brevi picchi di 5’/km. Ho cercato comunque di tenere una media di 6’/km velocità che mi avrebbe consentito di raggiungere il mio obiettivo di tempo.

La difficoltà maggiore quel giorno è stata sicuramente il gran caldo per il resto il pensiero di trovare mia figlia ad aspettarmi all’arrivo e la felicità di essere tornata a correre mi hanno dato la motivazione giusta per raggiungere in pieno il mio obiettivo.

Guardare avanti in certi momenti è dura; il peso delle responsabilità , la mancanza di sonno e di tempo, la grande stanchezza fisica ed il baby blues a volte bloccano le giovani madri in corpi che non sentono propri ed in stati mentali che le isolano e la difficoltà a tornare alle proprie vite aumenta sempre di più. Ma quando ti accorgi che il bene di tua figlia dipende al 99% da te, ti rendi conto che una madre infelice non potrà mai crescere una figlia felice.

Ricorderò per tutta la vita questa corsa perché , nonostante ne abbia corse centinaia con tempi migliori e panorami più suggestivi, questa per me è stata la corsa della rinascita … perché per riuscire ad essere una brava mamma devo prima riuscire ad essere una donna realizzata!

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Jennifer

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