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La corsa come terapia contro il dolore

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La corsa come terapia contro il dolore

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– Dedicato a Fabrizio Cosi scomparso prematuramente in una mite notte d’autunno –

Non  so se sia capitato anche a voi ma per me è una costante. Ogni qualvolta mi succede qualcosa di brutto il mio corpo sviluppa un fortissimo bisogno di corsa.

Da quando pratico questo sport più volte sono uscita correndo in lacrime e rientrata a casa con il sorriso.

Ieri era una di quelle giornate. Una bruttissima notizia giunta in mattinata mi ha gettato nello sconforto, la morte improvvisa e prematura di una persona eccezionale ha messo in dubbio tutte le mie certezze , ha spento il mio sorriso e lasciato spazio solo alle lacrime.

Fabrizio era un uomo molto conosciuto nell’ambiente del running e non solo. Lui: un’istituzione per i runner Milanesi! Lui: l’uomo che ha fatto della corsa qualcosa di più di un semplice atto sportivo e che ha elevato questo sport ad una dimensione di beneficienza a cui nessuno prima aveva pensato. Lui: l’unico e il solo Capitano dei Podisti da Marte!!

Fabrizio con i suoi Marziani negli anni è riuscito a sostenere tantissimi progetti solidali e a raccogliere diverse migliaia di euro per le  varie Onlus che ha sostenuto.

Come? Coinvolgendo la gente, facendola correre per la città distribuendo fiori o travestita con costumi allegri e colorati, rendendola essa stessa cuore pulsante dei suoi progetti.

Un benefattore moderno nonché uomo dotato di un’intelligenza sopra la media.

Fabrizio ci è stato portato via giovane , all’improvviso lasciandoci tutti in balia di uno stato confusionale profondo.

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Lo stesso stato confusionale che ieri mi ha portato a correre 5km da sola. Sentivo il bisogno di farlo crescermi dentro ora dopo ora. Il mio corpo ha sviluppato una vera e propria dipendenza da endorfine che si accentua nei momenti in cui il morale è basso.

Mi sono vestita velocemente, non vedevo l’ora di uscire e non pensare più a nulla. Non vedevo l’ora di farmi guidare solo dalle mie gambe e dal battito del mio cuore.

Ho iniziato a correre piano , poi un po’ più forte per sentire sempre di più quella sensazione di liberazione , quello stato di grazia che va di pari passo con l’eliminazione di tossine e negatività.

Il tramonto autunnale ha colorato il mio allenamento di sfumature un po’ malinconiche, ma in corsa pare tutto più allegro, gioioso, affascinante … guardi tutto con occhi diversi, sia dentro che fuori.

Mano a mano che il suono del Garmin scandiva i km percorsi, la sensazione di fatica faceva capolino insieme ad una sensazione di “leggerezza” interiore, qualcosa di simile a quello stato tra il sonno e la veglia.

Finito l’allenamento il dolore per la scomparsa di Fabrizio era ovviamente ancora vivo, ma allo sconforto si era sostituita la voglia di rivalsa. Avevo la testa piena di progetti da dedicare a lui, mille occasioni per renderlo orgoglioso di quello che le persone avrebbero continuato a fare per in suo nome, perché il suo ricordo non abbandoni mai i nostri cuori .

La mia running-terapia aveva funzionato, avevo cercato un’alternativa allo sconforto e l’avevo trovata , in perfetto stile “Marziano” !

Grazie Fabrizio, buon viaggio e …. salutami Marte !!!

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