+39 392-318-3364 / info@womeninrun.it
'

Cross Loves You : volete provare l’emozione del cross-country?

Cross Loves You : volete provare l’emozione del cross-country?

Questo week end ho avuto la grande opportunità di assistere al Cross Internacional de Italica a Siviglia. Un Cross già di per sé spettacolare per la location da urlo : il complesso archeologico della città di Italica. Metteteci anche l’organizzazione pressoché perfetta, migliaia di partecipanti ed il livello di atleti altissimo e immaginate cosa ne è venuto fuori!

Tagliano il traguardo della gara maschile categoria assoluti:

  • Cheptegei (Vice Campione del mondo 10.000 mt)
  • Kiplimo (Campione del mondo Junior di Cross)
  • Barega

Mentre tra  le donne primeggiano:

  • Tirop (Bronzo ai Mondiali 2017 sui 10.00 mt)
  • Rengeruk (Bronzo ai Mondiali di Cross)
  • Obiri (Campionessa del mondo 5.000 mt e Vice Campionessa Olimpica 1.500 mt)

Io in qualità di podista, amante dell’atletica e Presidente di un ASD ho un grande desiderio: quello di far conoscere il cross e di dare al cross la centralità che si merita nel panorama Italiano dell’atletica leggera.

Non ho nulla contro  le gare di strada che oggi vanno tanto di moda, sia chiaro, ma ciò che ho visto ieri a Santiponce non ha niente da invidiare ad una delle nostre mezze maratone più partecipate.

Ma facciamo una breve cenno alle origini del cross-country (fonte : enciclopedia Treccani)

“La pratica della corsa campestre, già in uso nella società inglese medievale, si intensificò nel corso del tempo e nel 19° secolo venne codificata in una vera e propria disciplina sportiva. Attorno al 1830 era praticata nelle public schools con il nome di hare and hounds, “caccia alla lepre”, dove la lepre era rappresentata da una traccia di carta che i giovani atleti dovevano seguire. A livello di club il cross country si diffuse per merito di Walter Rye, un giornalista corrispondente della Sporting Gazette. Nel 1867 Rye organizzò una gara per il Thames rowing club in seguito alla quale l’anno successivo fu fondato il Thames hare and hounds. Subito dopo nacquero altri club: Harriers, Beagles, Tally ho, tutti con un riferimento, almeno nel nome, alla caccia. La gara organizzata da Rye il 24 febbraio 1877, su un percorso segnalato con tracce di carta, fu il primo campionato di cross country disputato al mondo. La corsa venne vinta da Peter ‘Percy’ Stunning che avrebbe trionfato anche nei tre anni seguenti. Nel 1880, quando in Inghilterra fu fondata l’Amateur athletic association, il mondo del cross era rappresentato da quattro delegati. Questi tuttavia preferirono varare un’organizzazione indipendente, la National cross country union, che vide la luce il 18 agosto 1883, con la nomina di Rye a presidente”

Attualmente l’organo che organizza i Campionati del Mondo di Corsa Campestre è la IAAF, la quale proprio in questi giorni ha messo le basi per un progetto che prevede la nascita di un’ipotetica Diamond League del Cross (interessante !!).

I BENEFICI ATLETICI DELLA CORSA CAMPESTRE

Da un punto di vista di preparazione atletica il cross-country presenta delle importanti caratteristiche di potenziamento muscolare ed è tipicamente una disciplina “temporanea” che inizia nei mesi invernali e termina agli inizi della primavera. La corsa campestre è considerata la sintesi della potenza aerobica di un atleta con la sua resistenza muscolare. Inoltre la corsa campestre insegna un altro aspetti molto importante per chi desidera correre ad un livello agonistico (e quindi affrontare gare) ossia la capacità di variare ritmo che spesso non è una componente puramente fisiologica ma anche psicologica. Si deve uscire dall’immaginario comune che la corsa campestre sia elitaria per atleti top, perché anche gli amatori possono trarne enormi vantaggi e benefici.

CAMBIAMO IL MODO DI RACCONTARE IL CROSS

Come Presidente di ASD mi piacerebbe creare un piano di avvicinamento al cross, cosa che in parte ho già fatto con un programma di allenamenti di gruppo gratuiti e aperti a tutti guidati dal noto coach Andrea Gornati, che preveda un’inversione in termini di comunicazione e di approccio alla disciplina.

Il cross-country va fatto crescere , vanno cercate delle sponsorship ad alto livello per poter attingere a budget più importanti (cosa che in Spagna sono riusciti a fare molto bene), vanno utilizzate leve di comunicazione differenti e testimonial accattivanti.

Il livello degli atleti ovviamente è strettamente correlato al budget di partenza da poter investire il quale a sua volta è correlato al numero totale di partecipanti ed alla “potenza comunicativa” dell’evento.

TOC TOC FIDAL CI SEI?

Purtroppo oggi vedo una Federazione che tende a non assumersi responsabilità su questo tema (tornando ai riferimento Romani direi che mi ricordano Ponzio Pilato). Bisognerebbe dare delle regole, occuparsi della promozione, dialogare con i gruppi militari e soprattutto cercare un modo per creare interesse in un ecosistema di partner che ormai punta solo alla strada da un punto di vista di investimenti. Io che però sono una sostenitrice del Bottom-Up mi chiedo…perché non provare a far partire questo processo di cambiamento dal basso? Perché non costituire una Lega del Cross ? Perché non iniziare a raccontare in modo diverso questa disciplina? Perché non renderla più “umana”?

CROSS LOVES YOU

Ieri ho visto allo start di partenza migliaia di runner di ogni generazione e categoria. So di un cross in Svezia che conta 20.000 partecipanti!!! 20.000!!!!! Un numero più alto della maggior parte delle maratone del mondo. Perciò il mio non è un desiderio utopistico , ma qualcosa che in altri paesi sono già stati in grado di concretizzare!

Vorrei veder realizzato questo sogno ed organizzare una gara di Cross con il budget di una mezza maratona su strada e sponsor importanti che credano nel potere partecipativo e comunicativo dell’evento. Per farlo non posso essere da sola , ho bisogno di voi !

Inizio con il chiedervi di raccontarmi le vostre “storie di cross” che poi inserirò in una rubrica speciale all’interno del nostro sito www.womeninrun.it

L’esperienza di Women In Run mi insegna che i sogni si possono realizzare e che i più grandi processi di cambiamento iniziano sempre dal basso.

Siviglia Siviglia1 Siviglia3 Siviglia4 Siviglia5 Siviglia6

Nadia

Lascia un Commento