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Correre: ricominciare si può, il corpo non dimentica!

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Correre: ricominciare si può, il corpo non dimentica!

Correre non è solo una questione di esercizio fisico o di benessere e lo sa bene chi pratica o ha praticato running con una certa assiduità e costanza. Correre è anche, e soprattutto, energia, emozione, adrenalina, un insieme di vere e proprie sensazioni che ti esplodono dentro e creano dipendenza. Correre è una carica positiva interiore alla quale ci si abitua in fretta e della quale poi non si può più fare a meno.

Io ho cominciato a correre per il più banale dei motivi: perdere qualche chilo di troppo. Non avevo mai corso prima e non sono mai stata un’atleta o una vera sportiva. Eppure, kilometro dopo kilometro, l’entusiasmo aumentava, il benessere fisico era davvero percepibile e le energie, anziché disperdersi con la fatica, aumentavano di corsa in corsa.

Per più di due anni ho corso quasi tutti i giorni. Non ho mai raggiunto risultati da maratoneta, ma non mi importava: volevo solo correre! Con i miei tempi, con le mie capacità, con i miei limiti che mi costringevano a farsi superare. Non mi ha fermato nemmeno un’operazione al menisco mediale. Correre mi faceva sentire sana e quindi una dieta ipocalorica ma completa di ogni alimento è venuta da sé, così come la perdita di peso.

Poi la mia vita è cambiata, mi sono trasferita dall’Italia in Svezia, ci sono stati diversi mesi dedicati al trasloco e ai preparativi, molti impegni e molti sconvolgimenti soprattutto emotivi nel lasciare alle spalle 38 anni di vita. E, così improvvisamente come avevo cominciato, ho smesso di correre.

Da allora è passato quasi un anno e mezzo, non ho più corso con regolarità, mi sono limitata a qualche sporadica corsetta senza grandi risultati.

Ma da qualche tempo è tornata prepotente la voglia di riprovare quelle sensazioni, quel vigore interiore che riempie di forza, di vitalità, di voglia di fare. Seguire seppur virtualmente gli eventi e gli allenamenti delle WIR, partecipare da lontano al loro entusiasmo e vedere con quanta passione fanno delle loro energie individuali una grandiosa energia di gruppo, mi ha aiutato molto e probabilmente mi ha tirato quel calcetto in più di cui avevo bisogno per uscire di casa e riprovare.

Così quasi due mesi fa, in un giorno anonimo come qualsiasi altro, ho tirato fuori la mia vecchia borsa gym, le mie consumatissime asics, il mio antico abbigliamento running e sono andata a correre.

La prima uscita è durata poco più di 30 minuti, ero pesante, lenta e affaticata. Ma ho continuato a ripetermi che anche 30 min di corsa lenta e frustrante erano meglio dello stesso tempo speso sul divano o davanti alla tv e non mi sono fatta scoraggiare dal pessimo risultato. Le “corsette insoddisfacenti” sono diventate ora più o meno regolari e meno deludenti, mi sono iscritta in palestra così da poter correre anche quando piove molto o il clima è inclemente (purtroppo in Svezia capita spesso) e cerco anche di alternare la corsa con qualche esercizio che coinvolga tutto il corpo, in modo da facilitare il tono muscolare e favorire il miglioramento delle prestazioni.

Ad ogni corsa che faccio aggiungo del tempo o della distanza: non importa quanto, può essere anche un solo minuto o soli 10 metri, ma è sempre un pochino in più della volta precedente: questo “trucchetto” mi aiuta moralmente poiché mi dà la sensazione di migliorare ad ogni uscita e di raggiungere ad ogni corsa un piccolo risultato.

Ho anche acquistato del nuovo abbigliamento sportivo e un nuovo paio di scarpe: lo shopping mi ha incentivato e fornito una scusa per continuare, ora ho degli articoli nuovi che non vedo l’ora di provare.

Ma, cosa più sorprendente di tutte, il mio corpo non ha dimenticato. Nonostante il quasi anno e mezzo di non-attività, è come se nei miei muscoli fosse rimasto l’imprinting delle antiche prestazioni, è come se l’allenamento acquisito non fosse mai andato perso del tutto ma fosse solo addormentato e ansioso di risvegliarsi per ricominciare. Non sono ripartita da zero come pensavo: seppur relativamente lenti, i miglioramenti sono costanti e duraturi, non ho mai fatto un passo indietro, almeno per ora: ogni volta è migliore di quella precedente, la fatica diminuisce, il passo si allunga, il ritmo incalza. Questo è notevolmente appagante e soddisfacente e mi spinge di forza verso la corsa successiva.

Ho ritrovato lo stesso entusiasmo di qualche anno fa e ora, di nuovo, mi sembra di non poterne più fare a meno.
Ricominciare si può, addicted again!

Kika dalla Svezia

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