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Contraccezione: quali sono i metodi più adatti alle runner?

Contraccezione: quali sono i metodi più adatti alle runner?

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Manuela Farris, specialista in ginecologia e ostetricia, Consigliere della Società italiana di ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza (SIGIA), nonché membro della Società Italiana di Contraccezione. L’abbiamo conosciuta in occasione del lancio della campagna educational di Bayer sulla contraccezione consapevole che la nostra community supporta orgogliosamente. Leggi QUI 😉

Correre quando si ha il ciclo fa male?
No, l’attività fisica è invece particolarmente indicata durante il ciclo mestruale. Mentre facciamo sport, infatti, uno dei tanti benefici che ne traiamo, è quello di stimolare tutto il corpo aumentando il flusso sanguigno consentendoci di eliminare più facilmente le sostanze che provocano i dolori mestruali. La corsa e l’attività sportiva in generale stimolano anche il rilascio di endorfine (dette anche ormoni del benessere) che si caratterizzano per una potente attività analgesica ed eccitante.

Ci sono metodi contraccettivi più adatti alle runner? Se sì, quali e perché?
È d’obbligo la premessa che ogni donna è diversa dall’altra quindi la scelta deve essere presa assieme al ginecologo dopo aver analizzato vari aspetti. In linea generale, i contraccettivi ormonali hanno come effetto secondario la riduzione del flusso mestruale e questo è un aspetto che può andare incontro all’esigenza delle runner. Prendendo ad esempio i contraccettivi a lunga durata come i dispositivi intrauterini ormonali, passati i primi mesi dal loro posizionamento, tendono a far diminuire drasticamente – se non eliminare del tutto – il flusso mestruale.

La contraccezione ormonale può interferire con la prestazione sportiva?
I contraccettivi ormonali sono neutrali rispetto alle performance sportive, nel senso che non aumentano i parametri di forza e resistenza di un’atleta. Sono invece molto evidenti e positivi gli effetti che i contraccettivi ormonali hanno sui molteplici disturbi di chi soffre di mestruazioni abbondanti o dolorose. La riduzione delle perdite consente innanzitutto all’organismo di risparmiare ferro ed energie permettendoci di non sospendere le sessioni di allenamento o le gare di running. Altro aspetto è l’effetto positivo nella riduzione del dolore mestruale e degli effetti su umore e fisico che si avvertono nella fase premestruale: tutti fattori psico-fisici che possono ridurre notevolmente le performance in ambito sportivo amatoriale e agonistico.

La possibilità di assumere il contraccettivo senza interruzioni e affrontare quindi i giorni delle gare senza ciclo può provocare danni se ripetuto costantemente?
No, le mestruazioni che si hanno con i contraccettivi ormonali sono “finte” e quindi del tutto inutili. Si può senza problemi assumere il contraccettivo senza interruzioni. Ne è una riprova il fatto che, come già accennavo, molte donne, sportive e non, utilizzano contraccettivi ad azione prolungata. Alcuni dispositivi intrauterini hanno una durata fino a 5 anni e, una volta rimossi, il ciclo dopo breve riprende con assoluta regolarità, unitamente alla fertilità della donna.

Ci sono pillole anticoncezionali inserite tra le sostanze proibite nel regolamento antidoping?
No, l’agenzia mondiale antidoping non inserisce i contraccettivi ormonali fra le sostanze dopanti/proibite. I contraccettivi ormonali, infatti, non hanno un’azione migliorativa sulle performance di una sportiva. Molte giovani atlete, infatti, ricorrono alla contraccezione ormonale per “normalizzare” le loro prestazioni, a prescindere dall’effetto anticoncezionale; questo principalmente in presenza di mestruazioni particolarmente abbondanti o dolorose: nel primo caso le perdite copiose possono portare ad anemie da riduzione di ferro incidendo negativamente sulle performance, mentre un ciclo doloroso può compromettere le prestazioni diminuendo il livello di concentrazione e benessere generale necessario a ogni atleta per focalizzarsi nell’esecuzione della gara.

Manuela

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