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Consapevolezza è libertà: l’intervista ad Alessia

Consapevolezza è libertà: l’intervista ad Alessia

Women In Run è un running network al femminile che attraverso la corsa da sempre veicola e promuove messaggi di natura sociale. La libertà è il valore alla base della nostra community. Libertà di correre in sicurezza, libertà di affrontare certi temi senza imbarazzo, libertà di fare scelte consapevoli. Ecco perché Women In Run è Partner di Bayer per supportare un’importante campagna educational sulla contraccezione consapevole. In quanto a libertà di parlarne, responsabilità e consapevolezza, lo scenario è davvero preoccupante: un terzo delle donne è in imbarazzo nel chiedere al proprio medico informazioni sulla contraccezione, metà non capisce le indicazioni o non segue le terapie prescritte, e, dato ancor più allarmante, addirittura il 55% delle giovani considerano “la pillola del giorno dopo” come un efficace metodo contracettivo.

 

Nome e cognome: Alessia Brambilla

Fascia di età: 30-40 anni

Professione: Commerciale

Regione: Lombardia

 

  • Parlare di sesso e contraccezione ti imbarazza? Lo ritieni ancora un po’ un tabù? Se sì, perché

Ammetto che quando mi è stato chiesto di partecipare all’intervista sono stata un po’ titubante ma prevalentemente per il fatto che non amo espormi. Parlare di questi argomenti in genere non mi imbarazza tuttavia ritengo che in certe fasce di età e soprattutto in certe regioni l’argomento sia ancora oggi considerato un tabù. Il motivo credo sia per lo più storico-sociale-culturale ma sono convinta che la direzione verso cui si sta andando sia quella di abbattere pian piano ogni tipo di barriera comunicazionale.

 

  • Oggi, nonostante l’elevata facilità di reperire informazioni, c’è ancora poca conoscenza sull’ampia gamma di opzioni contraccettive disponibili. Attraverso quali canali ti informi e ti tieni aggiornata?

Le persone da cui traggo maggiori informazioni sono il ginecologo da cui vado regolarmente almeno una volta l’anno e le mie amiche. Confesso di non aver mai svolto ricerche approfondite sul tema leggendo articoli specifici sul tema.

 

  • La consapevolezza è libertà, valore che sta particolarmente a cuore a Women In Run. Le tue scelte in ambito di contraccezioni sono sempre stati consapevoli? Ne hai parlato con un medico o ti sei limitata a un semplice confronto con il tuo partner/amica/parente?

Ammetto da ragazzina di aver fatto qualche scelta azzardata, non tanto per inconsapevolezza quanto più per superficialità. E’ per questo che ritengo fondamentale dare sempre più importanza a queste tematiche specialmente in giovane età dove il tema può essere considerato più un tabù.

 

  • Sport e contraccezione: hai mai pensato ci potesse essere un metodo contracettivo più adatto alle runner?

Ogni donna è diversa dalle altre e può trovarsi meglio con metodo rispetto che con un altro, la cosa migliore è valutare la situazione con il ginecologo ed a seconda di come reagisce il tuo corpo modificare eventualmente le scelte.

 

  • Man mano che si percorre lo stivale verso sud, il ricorso a qualunque metodo contracettivo ormonale diminuisce drasticamente. Perché secondo te?

Credo sia una questione non solo culturale ma anche di consapevolezza della tematica e del ruolo che viene attribuito alla donna dalla collettività circostante.

 

  • IN ITALIA Il ricorso alla contraccezione di emergenza, la cosiddetta “pillola del giorno dopo” è passato da 16mila unità vendute nel 2014 a 190mila nel 2016. Che effetto ti fa questo dato?

In termini assoluti mi è difficile giudicare se sia tanto o poco con giusto questo dato, specialmente perchè è fisiologico che il trend sia in crescita in anni così vicini tra loro, considerando che il campione di riferimento è in pratica lo stesso ed i giovani incominciano ad avere rapporti sessuali sempre prima. Bisognerebbe forse proporre campagne di informazione e sensibilizzazione nelle scuole ma gli eventuali risultati sarebbero riscontrabili in un periodo temporale superiore ai 2 anni.

 

  • NEL MONDO Il 41% delle gravidanze sono indesiderate e ben il 50% si concludono con un’interruzione volontaria di gravidanza. Ti aspettavi numeri del genere?

No, ammetto, mi aspettavo numeri molto più bassi.

 

  • Rispondere a queste domande ti è servito a prendere coscienza di questa tematica sociale? Queste campagna educational sono utili secondo te? Vorresti partecipare a degli incontri di approfondimento sul tema della contraccezione consapevole tenuti da esperti?

Di certo è una campagna educational di vitale importanza e partecipare ad incontri con esperti è assolutamente interessante. Credo però che per ottenere dei buoni risultati si dovrebbe lavorare soprattutto con le scuole, in quanto bisogna cercare di modificare credenze e tradizioni culturali abbastanza radicate che per essere modificate necessitano di un lavoro generazionale.

 

-Alessia Brambilla-

 

 

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