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Come combattere il Runner’s High (Lo sballo del runner)

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Come combattere il Runner’s High (Lo sballo del runner)

Nei giorni passati mi ero data un’obiettivo: volevo chiudere la gara di questa mattina (la Mezza Maratona di Seregno) in 1h38′ …..ho tagliato il traguardo in 1h38’32” ! OBIETTIVO RAGGIUNTO!

Essere felice per questo tempo mi appare un pò un paradosso visto che a settembre correvo la distanza della Mezza Maratona sul percorso di Monza (non dei più semplici in quanto a dislivello) in 1h33′ poi per vari motivi ho mollato un pò, e proprio quando stavo ricominciando ad allenarmi seriamente è arrivata l’influenza a stroncarmi per oltre un mese.

Il periodo in cui mi allenavo meno è stato complesso da gestire a livello mentale, ero combattuta tra la voglia di uscire e la consapevolezza di non aver le energie mentali per affrontare gli allenamenti invernali da sola. Le volte in cui rinunciavo ad uscire ero poi presa dal senso di colpa e si generavano in me pensieri negativi che contribuivano a peggiorare la mia condizione psicologica…insomma un circolo vizioso. Poi fortunatamente mi sono liberata di alcuni pensieri personali che mi angosciavano e piano piano ho riacquistato fiducia in me trovando la forza, in contemporanea, di ricominciare ad allenarmi. Quando è arrivata l’influenza poteva essere il colpo finale ed invece , ho provato a modo mio a combattere quello che in termini tecnici viene definito Runner’s High (lo sballo del corridore). Vi spiegherò come , ma prima parto con lo spiegarvi da cosa è causato questo stato tipico nei Runner.

Lo sappiamo tutti, questo è uno sport che regala enormi soddisfazioni, ma il sacrificio che ci chiede per ottenerle è ben proporzionato. Il podista quando è infortunato e non può correre generalmente diventa irrascibile, nervoso, alcuni si deprimono e altri (pochi per fortuna) addirittura si ammalano. Tutto questo ha una spiegazione: LE ENDORFINE!

Eh sì amici, le endorfine sono una potente droga naturale : sostanze prodotte dal cervello classificabili come neurotrasmettitori dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell’oppio. Come anche numerosi alcaloidi di derivazione morfinica le endorfine sono in grado di procurare uno stato di euforia o di sonnolenza più o meno intenso a seconda della quantità rilasciata. Questi stessi effetti si possono riscontrare durante l’orgasmo da cui deriva la tipica condizione fisica ad esso correlato.

Ma veniamo a noi: con il termine Runner’s High (sballo del corridore) si intende una certa sensazione di euforia riscontrata da molti atleti durante la pratica sportiva prolungata. Prima che fossero compiute mirate ricerche al riguardo, questa condizione era per lo più attribuita a cause psicologiche invece che ad una causa neurochimica. Alcune recenti ricerche (2008) hanno infatti provato la dipendenza di questa sensazione euforica dal rilascio di endorfine da parte dell’ipofisi durante l’esercizio fisico di una certa durata (la durata minima varia soggettivamente ma in genere non è mai inferiore ai trenta minuti di sforzo fisico continuativo). Agiscono come una vera e propria droga. Essendo necessario uno sforzo prolungato, il runner’s high è molto più frequente in atleti specializzati nelle attività aerobiche, in particolare maratona (da qui il nome) o ciclismo.

In poche parole noi runner SIAMO DEI DROGATI DI ENDORFINE e come tali siamo soggetti a delle vere e proprie crisi di astinenza.

Quando non corriamo noi donne ci sentiamo, nell’ordine, più o meno così:

  • grasse
  • brutte
  • fallite
  • stressate

Quando non corrono gli uomini si sentono, nell’ordine, più o meno così:

  • falliti
  • stressati
  • grassi
  • deboli

Allora cosa possiamo fare nei momenti di stop, al di la delle solite cose consigliate come il nuoto e la sana alimentazione? Come posiamo pensare di affrontarli al meglio per non rovinarci la vita e non rovinarla a chi ci sta vicino?

La psicologia positiva ci insegna che l’esercizio mentale dell’imparare a guardare alle esperienze positive della vita o di cercare di ricordarle è qualcosa all’apparenza molto semplice ma non così scontato! La nostra mente è lo strumento più potente di cui siamo in possesso , solo che spesso lo utilizziamo nel modo sbagliato. Mai scordarsi che abbiamo tutti esempi infiniti di cose positive, di esperienze e di incontri buoni, perciò “addestriamoci” a partire da queste esperienze!

I giorni in cui ero a casa malata ho iniziato a cogliere tutti i lati positivi del riposo forzato. La mattina mi svegliavo e provavo a pensare a 3 cose belle che avrei potuto fare nel tempo che solitamente dedicavo alla corsa. Ho avuto modo di stare in famiglia più tempo, di sistemare alcune cose a casa che avevo lasciato indietro, ho giocato un sacco con i miei cani, ho lavorato ad un paio di miei progetti, ho riposato.

Poi ogni sera prima di addormentarmi mi guardavo allo specchio e ripetevo un mantra per tre volte di seguito: “Io tornerò più forte di prima” e quello era il mio proposito, l’obiettivo che mi dava la forza di affrontare quel momento di stop forzato con grande positività .

Ho anche tenuto un diario delle mie giornate e segnato le cose alle quali non avrei mai dovuto rinunciare anche il giorno in cui avrei ripreso a correre perché amici, ricordiamoci sempre che la corsa è prima di tutto SANO DIVERTIMENTO , non è il centro della nostra vita! L’amore, l’amicizia, la salute, il lavoro…queste sono le cose davvero importanti!

Cercare di usare la corsa come tappabuchi di un vuoto che si porta dentro non è funzionale a nessuno: ne a noi ne a chi ci sta vicino!

 

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