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Un weekend di “follia sportiva” con le WIR e gli amici di VPevents

Un weekend di “follia sportiva” con le WIR e gli amici di VPevents

Devo ammettere che quando Manu ci ha proposto il collegiale di VPevents, ho accettato senza farmi troppe domande e prestare troppa attenzione al programma. Da quando le WIR sono entrate a far parte del mio quotidiano, non mi pongo mai troppe domande su eventi o trasferte, so che comunque starò bene e mi divertirò. Per me questo è più che sufficiente.

Il giorno della partenza, Polpetta si offre di portare le stanche membra delle “zie” Manu, Margherita e Priscilla e le mie fino a destinazione. Una scelta obbligata, dato nessuna ha un mezzo di trasporto adeguato per contenere tutti i bagagli. Dopo circa tre ore di macchina, giunte a destinazione, davanti ai nostri occhi un mix di bellezza. Merito delle montagne e dei prati verdi. L’aria è più leggera di quella di casa, e le temperature più vivibili. Veniamo accolte da Paolo e Mirko, due dei fantastici organizzatori che ci mettono subito a nostro agio. Solo il tempo del check in, la consegna del “pacco weekend” e siamo subito pronte a iniziare questa nuova e splendida “follia“ sportiva.

Conosciamo alcuni dei nostri compagni di avventura, tutte persone squisite e affabili. Nessuno di loro rappresenta il classico cliché’(che probabilmente mi sono creata solo io nella mia testa) del triatleta invasato, e questo mi rincuora parecchio.

Ci dirigiamo verso la pista di atletica di Sestriere. Questo posto ha un non so che di mistico e mitico. Essere in una pista di atletica a 2.000 mt di altezza e allenarsi dove gli atleti veri fanno la loro preparazione… mi fa sentire decisamente una privilegiata.

Sergio è il coach di questa prima parte dell’allenamento. Giovane e molto in gamba, cerca di far sì che il nostro corpo inizi ad abituarsi all’altitudine. Una cosa alla quale in realtà non avevo dato peso. Finché, verso la fine dell’allenamento, propone una goliardica staffetta 7X400. La morte vera. Dopo 200mt circa, le mie gambe di legno e io pensiamo di non riuscire a portare a termine nemmeno un giro di pista. L’unico motore che mi ha spinto a non sdraiarmi sul tartan è stata l’immagine della figura che avrei fatto, quindi in qualche modo porto a termine il giro. Scopro con gioia che queste sensazioni sono condivise anche dagli altri… il che rende tutto migliore 😉

Dopo un allenamento fatto in gruppo che ha dato modo di rompere il ghiaccio, viviamo anche il momento conviviale del pasto e ci prepariamo per l’allenamento del pomeriggio. Prima abbiamo anche l’opportunità di partecipare a incontri con alcuni brand sportivi che ci danno la possibilità di testare prodotti all’avanguardia. Sì, qui mi sento decisamente galvanizzata.

Nel pomeriggio, il gruppo si divide in due. Alcuni vanno in bici, mentre le ragazze e io optiamo insieme a un altrettanto folto gruppo per una corsetta nei sentieri di montagna. I paesaggi che ci circondano sono spettacolari, l’aria pura che si respira a pieni polmoni, le marmotte, le stories di Manu… Per completare questo quadro bucolico, manca solo Peter coi greggi di pecore che, ovviamente, nel mio personale immaginario, dovrebbe essere un marcantonio muscolosissimo e fighissimo. Purtroppo non pervenuto, ma non ci scoraggiamo, sarà per la prossima.

La prima giornata di allenamento volge al termine, la stanchezza inizia a farsi sentire. Prima di ritirarci nelle nostre umili dimore, mi trovo a guardare come spettatrice esterna un gruppo assolutamente eterogeneo di persone che ha deciso di mollare a casa l’abito grigio della quotidianità e di vestire quello colorato del divertimento sano. E che, come per magia, diventa un gruppo perfettamente amalgamato.

La sveglia suona anche se in realtà, un po’ per la stanchezza, un po’ per l’emozione e per la curiosità di quello che ci attenderà durante la giornata, ero già sveglia da un po’. Apriamo le tende e uno splendido sole illumina le montagne in fronte a noi. Siamo pronte per andare in piscina. Temperatura esterna 11 gradi, Acqua della piscina all’aperto riscaldata. Sfondo di tutto questo, le montagne. Una cartolina.

Sono consapevole di non avere un buon rapporto col nuoto, sebben ce l’abbia con l’acqua. Sulla teoria del nuoto sono preparatissima, mentre sulla pratica faccio molta fatica con scarsi risultati. Fortunatamente per me, anche Manu e Polpetta, nonostante siano sportivissime, non sono ferratissime sul nuoto. Pertanto veniamo suddivisi in due gruppi. Tutti gli altri e noi tre. Diversamente nuotatrici. Con sguardo sognante ammiro chi fa parte dell’altro gruppo, per me mostri sacri. Se aggiungiamo che loro indossano delle mute da triathlon in neoprene, per me la sensazione era quella di avere a che fare con dei supereroi della Marvel.

Mauro, il coach che ci accompagna e ci spiega l’abc del nuoto è da fare “Santo Subito”. Da un lato della piscina gli è bastato voltarsi e dare due indicazioni per far partire una batteria di squali (comprese Marghe e Priscilla), di un’eleganza senza pari nelle bracciate. Dall’altro lato, aveva invece a che fare con Polpetta, Marge Simpson rossa e riccia e me, che oltre che impedita sono anche sorda già all’asciutto, figuriamoci in acqua… alle prese con i primi tentativi di bracciate. Ma lui ha un modo di spiegare che anche le cose più difficili sembrano semplici.

Contro ogni mio pronostico, le ore in piscina passano velocemente, così come il pranzo. Carichiamo le nostre valigie in macchina e ci dirigiamo alla volta di Bardonecchia, nel gemello villaggio olimpico. Inauguriamo la visita del paese rimettendoci le scarpe running. Il giro dura poco, un temporale si scorge all’orizzonte. Mentre le mie amiche vanno a fare un giro in centro, io ne approfitto per rilassarmi nell’area benessere, dove ho modo di fare due piacevoli chiacchiere con alcune ragazze del gruppo.

La cena del sabato ci dà modo di continuare ad approfondire conoscenze, ragioniamo ormai all’unisono e quando viene proposta un’uscita di gruppo dopocena accettiamo tutti. Direzione festa della birra. Motto della serata: “contegno e morigeratezza”. O forse no… I giornali locali ancora ne parlano… una splendida serata come se fossimo un gruppo di vecchi amici. Il rientro in struttura, come spesso capita nelle migliori serate, è lungo e faticoso ma pieno di risate.

La mattina successiva siamo comunque tutti presenti e Sergio ci propone un allenamento funzionale. La differenza di gambe e di fiato rispetto al primo giorno è abissale. Penso a quanto il nostro corpo riesca ad adattarsi all’ambiente. Il fiato inizia a stabilizzarsi e l’effetto gambe di marmo è praticamente svanito.

Subito dopo, abbiamo giusto il tempo di prendere costumi e cuffie e di dirigerci verso la piscina, questa volta coperta, di Bardonecchia. Per le due ore successive, Manu e io (Polpetta si riposa in previsione del viaggio), rimaniamo con il paziente/rassegnato Sergio che prosegue con noi due il lavoro iniziato da Mauro, che nel frattempo si occupa dei pro. Le lezioni fatte nei due giorni mi sono servite più che i due mesi di corso di nuoto fatto sotto casa. Finalmente riesco a nuotare e respirare. Per me un grande traguardo!

Dopo l’ultimo pranzo insieme, abbiamo la piacevole sorpresa di un intervento di un ospite d’eccezione, il direttore di Correre che racconta, davanti a un pubblico incantato, alcune sue esperienze come giornalista. Infine Paolo e Mirko, in qualità di padroni di casa, ci congedano con simpatia ed eleganza.

La voglia di rientrare è poca. Sento che il sentimento è comune. Pur di ritardare il momento dei saluti, ci inventiamo una merenda in paese. La sensazione è come quella quando guardi l’ultima puntata del tuo telefilm preferito, un po’ di malinconia. Con la differenza che, in questo caso, ne faranno un’altra serie!

Penso a ciò che ho appreso e porterò  con me da questo weekend.

La convinzione che lo sport unisca i respiri, le menti e i cuori.

Insegni a vivere meglio, in gruppo e a condividere gioie e dolori. Porto con me la consapevolezza della nascita di nuove amicizie e la conferma di una continua crescita di quelle con le “mie” fantastiche WIR, donne splendidamente folli con le quali ho potuto condividere anche questa esperienza.

Attendo come i bambini il Natale, che arrivi presto il prossimo collegiale che ovviamente consiglio a tutti, neofiti ed esperti. Ringrazio la mia amica Manu che mi dà la possibilità di vivere sempre nuove emozioni, i nuovi amici di VP per avermi fatto sentir parte di una nuova famiglia, ancora più grande, senza distinzioni di maglie, e ovviamente un grazie alle mie amiche Elisa, Margherita e Priscilla, compagne di questa come di altre avventure passate e sono sicura di moltissime altre future.

WIR Simo

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