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COITO INTERROTTO: l’Italia è indietro di 45 anni rispetto alla Francia

COITO INTERROTTO: l’Italia è indietro di 45 anni rispetto alla Francia

Quella che nel ‘77 fu definita “rivoluzione contraccettiva”, in Italia è una rivoluzione incompiuta. Lo testimonia l’ultimo rapporto ISTAT che, su questo tema, ha rilevato un notevole gap fra l’Italia e paesi a noi vicini come la Francia.

Questa rivoluzione consiste nell’abbandono di “metodi tradizionali” come per esempio il coito interrotto e altri metodi dall’efficacia limitata, in favore di contraccettivi moderni ed efficaci come pillola, anello e dispositivi intrauterini.

ITALIA 2018: COITO INTERROTTO A LIVELLI DELLA RUSSIA E FRANCIA ANNI ‘70
Un esempio lampante, riporta ISTAT, è l’utilizzo del coito interrotto come pratica contraccettiva che in Italia è ancora molto diffusa (18,7%), così come accade per la Russia, unico altro paese europeo con un elevato ricorso al coito interrotto (12,0%).

Guardando al resto dei paesi europei e, in particolare, ai vicini d’oltralpe, emerge che la percentuale di ricorso al coito interrotto oggi praticato in Italia, in Francia era simile negli anni ‘70. In Francia nel ’77 il coito interrotto era praticato dal 22% della popolazione, dieci anni fa solo dallo 0,4%.

Sostanzialmente, rispetto alla Francia, l’Italia è rimasta indietro di 45 anni.

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