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Budapest Félmarathon: il racconto di Federica

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Budapest Félmarathon: il racconto di Federica

Scarpe ai piedi, Garmin al polso, maglietta WIR in valigia… e in poco meno di due ore sono a Budapest!

Il 13/09 è il momento della Half Marathon… o meglio, come dicono qui, Félmarathon.

Il rito del pettorale, chip test ormai è quasi naturale…
La sicurezza con cui mi destreggio tra ritiro numero, ritiro pacco gara, village, tabellone ordine di partenza mi fa sentire una vera runner… e, considerando che ormai ho più reggiseni sportivi e capi tecnici che lingerie in pizzo, direi che forse è vero!

Proprio al centro del Village nel prato c’è un’enorme scritta Budapest, impossibile non farsi fare una foto di rito dopo una discreta attesa. I runner sono pur sempre edonisti… attendo un gruppo di spagnoli per circa mezz’ora perché posano sotto la scritta come neanche Cindy e Linda ai tempi d’oro…

È ora di pranzo e proprio dietro al “baracchino” del ritiro pettorali c’é il Street Food festival con birra e leccornie di ogni tipo. Devo trattenermi, il fritto non aiuta il giorno prima della gara… Eh già – per chi se lo stia chiedendo – questa volta ho preso le cose sul serio: rinuncio al fritto ma non ad una bella birra… e sigaretta (Nu: lo so, lo so…).

Domenica partenza ore 9.00
Soliti gesti pre gara: pettorale con sponsor troppo grande da piegare per far vedere il nostro logo e taping perchè le mie caviglie sono ancora a pezzetti…

Un’ora prima siamo al village: Maria, Sonia e la sottoscritta. Manca la socia delle Running Girls on the Road e le WIR… scusate solo per questa!

Gli iscritti sono 20.000!!! E si vedono tutti…

Il  pre-gara è animato, musica in ogni dove, stand strapieni. Tutti partecipano al riscaldamento, tra yoga, disco dance balcanica e stretching semiserio!

Ma io sono serissima, mi sono preparata e allenata bene, mi dirigo alla partenza… Avevo dichiarato un tempo medio di 6.15’/km per stare tranquilla e finisco praticamente a 1 km dallo start… in ultimo box!!! Si corre serio in Ungheria…

Partenza 13′ dopo il primo… Boom!

I primi 3 km vanno via lisci, bisogna fare molta attenzione a non inciampare, c’è moltissima gente… Pensavo che con l’avanzare dei chilometri si disperdessero… e invece no! L’aggettivo giusto per definire la mezza di Budapest è “compatta”! Si corre per 21 km mooolto vicini gli uni agli altri…

Lungo tutto il percorso ci sono musicisti che suonano la qualsiasi. Tamburi, flauti, arpe, chitarre, uno strumento di cui ignoro il nome, ma che suona a modi grattugia…insomma  di tutto un pò! Che carica che ti danno!

I ristori sono ogni 3 km circa. Troppo e sopratutto troppa troppa gente. Non che puntassi al PB, ma arrivare ad una strettoia, schivare runner accaldati che vivono il ristoro come il miraggio dell’oasi nel deserto…

Volontari che come falchi ti puntano da 10 metri, scelgono te e solo te, iniziano a fissarti, si spingono verso di te con il braccio teso e pur di darti la loro acqua si fanno lussare una spalla dai runner più irruenti. Gentilissimi, ma anche no (la citazione imbruttita non poteva mancare!).

Si passano almeno 3 ponti: il ponte Gellert, il Ponte delle Catene, costeggiando il Danubio.
Il Parlamento fa ombra al 13 km circa, poi si passa su un ponte vicino alla stazione centrale (nessun commento socio-politco qui… solo corsa!).

E poi, senza neanche accorgermene, arrivo al 20 km. Ci sono Sonia e Maria (WIR) che mi aspettano. Sto molto bene, come si dice in gergo, “ne ho ancora”. Corro forte e sento le due compagne di avventura  gridare “dai Fede dai!!!”. Che energia!

Gli ultimi 100 sono talmente pieni di gente che devo per forza fermarmi. Fastidioso non poter “sprintare”, ma l’esperienza insegna. Partire sempre con il proprio tempo di corsa e non cercare il PB in una gara “compatta”.

E’ fatta: 2.06″, non eccezionale… ma sono molto contenta! E penso già alla prossima con trasferta!

Proposta di #fpfonthego: Gerusalemme a marzo!

WIR non potete mancare, a ottobre si comprano in biglietti!

Federica

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