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Betty e la sua prima Maratona: “ho corso per onorare il ricordo di mio padre”

Betty

Betty e la sua prima Maratona: “ho corso per onorare il ricordo di mio padre”

La Maratona è una distanza che una volta nella vita quasi tutti i runner sognano e desiderano correre. Questa sorte è toccata anche ad alcuni dei nostri tesserati. Runner amatori, alcuni di loro vicini alla corsa da non più di due anni. Persone che si sono avvicinate a questo sport ognuno per un motivo diverso ma tutti accomunati da un’unica grande passione.

Oggi voglio raccontarvi la storia di Betty attraverso le sue stesse parole.

Betty è una delle WIR storiche del gruppo Milanese, che io bonariamente definisco “The voice of WIR” per le sue urla di incitamento che hanno seguito ogni allenamento, ogni evento ed ogni uscita serale di questo splendido gruppo.

Betty lo scorso 2 Aprile ha corso la sua prima 42Km, calcando le strade di Milano lungo il percorso della Milano City Marathon ed insieme a lei, noi…

Ecco il suo racconto:

La Milano City Marathon è stata la tua prima maratona?

Ebbene si la mia Milano Marathon è  stata la mia prima e ultima Maratona. Per chiusa in 5.25.

Perché hai deciso di correre la distanza regina?

Ho deciso di correre questa distanza per mettere alla prova la mia mente e per onorare mio padre il giorno del suo compleanno. Lui non c è più da quasi 5 anni e sono convinta che fosse vicino a me e che sarebbe stato fiero di me .

Come è nata la tua passione per la corsa?

La mia passione per la corsa è nata nel momento in cui mi sono resa conto che l’aver perso mio padre mi ha indebolito mi ha fatto ammalare e per me stessa ho messo su quelle meravigliose scarpe da running e ho cominciato ad asfaltare il mio dolore e i miei problemi personali.

Chi ti ha aiutato a raggiungere questo ambizioso obiettivo? Hai un allenatore che ti segue?

La prima persona che mi ha aiutato a raggiungere l’obiettivo di finire la maratona è stato il nostro Coach Roberto Nava. Un uomo che mi ha trasmesso passione ma soprattutto che è riuscito con il suo modo di essere a darmi serenità e consapevolezza delle mie capacità e nei momenti dove pensavo di non farcela ha sempre usato le parole e i modi giusti. Ci allena per migliorare la nostra forma fisica ci dà gli strumenti per migliorare e io sono cambiata sia a livello fisico che mentale.

La mia famiglia mio marito e i miei figli che hanno sopportato la mia assenza a casa per gli allenamenti e il tanto tempo tolto a loro sacrificato, ma sono sicura che hanno capito e mi hanno supportato.

Poi c è la mia “Family” le Women In Run o meglio WIR che mi hanno sostenuto e creduto in me e alla mia determinazione, che hanno vissuto con me le sconfitte dei miei lunghi ma anche i successi e che durante la maratona erano ovunque nel percorso per incoraggiarmi.

Cosa rappresenta la corsa per te?

Per me la corsa ha rappresentato e rappresenta un modo stupendo per prendermi del tempo per me per poter sfogare la mia negatività e trasformarla in qualcosa di stupendo: l’armonia tra corpo e mente.

Come hai conosciuto le Women In Run e cosa ti ha spinto a tesserarti con loro?

Le WIR sono un gruppo di corsa giovane nato da poco e io sono parte di questo stupendo movimento in corsa contro la violenza sulle donne da 2 anni ed è stato subito passione, amore, convivenza di gioie e di dolori. Ho conosciuto donne stupende e ho poi deciso di tesserarmi per rendermi anche io portavoce di una causa contro qualcosa che non deve essere mai accettato: La violenza sulle donne! Il gruppo, o come dico io, “la Family” organizza allenamenti gratuiti senza tralasciare momenti pizza, tapasciate etc.

Tre aggettivi per descrivere la tua Milano City Marathon

Non è facile dare 3 aggettivi alla mia Milano Marathon; il battito accelerato i brividi le lacrime il panico iniziale allo sparo del cannone beh potrei dire meravigliosa per il sacrificio stupenda per la passione e sofferta come la volevo io per il mio riscatto. Il mio prossimo obiettivo fare una mezza maratona ma nell’obiettivo c è un grande desiderio di farla con un ragazzo/a in carrozzina con la grande passione per lo sport. L’ avrei fatto con mio padre ma la SLA me lo ha portato via prima che io potessi finire di allacciare quelle meravigliose scarpe da running.

Lei che ha tatuato il logo WIR sul polpaccio, lei che ad ogni gara corre con un mantello con le firme di tutte le compagne di corsa, lei che non perde occasione per regalarti un sorriso o un pensiero carino…a lei oggi voglio dire GRAZIE a nome di tutta l’Associazione perché, come al solito, non ha mancato di regalarci emozioni indescrivibili!

 

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